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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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La laurea europea e i cassonetti obbligatori per differenziare i vestiti

La Commissione presenta il piano per rendere l'istruzione più interconnessa, mentre in Consiglio Ue si discute della riduzione dei rifiuti tessili. La presidente del Parlamento Metsola in missione in Slovenia

Next, la newsletter di Europa Today che ogni domenica mattina vi racconta cosa succederà nella settimana europea a venire, a cura Alfonso Bianchi e Francesco Bortoletto (per commenti, suggerimenti o critiche scrivete ad alfonso.bianchi@citynews.it).

In cima all'agenda

Un'istruzione frammentata - L'Unione europea è sede di quasi 5mila università e istituti di istruzione superiore, con 17,5 milioni di studenti, 1,35 milioni di professori e 1,17 milioni di ricercatori. Queste università hanno programmi differenti e rilasciano titoli di studio che non sono automaticamente riconosciuti in tutti gli Stati membri dell'Ue.

Una laurea europea – Mercoledì 27 marzo il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, presenterà il pacchetto sull'educazione superiore, che includerà tra le altre cose una comunicazione su un progetto di laurea europea, che dovrebbe aprire al rilascio di titoli di studio congiunti (lauree, master e dottorati) da parte degli istituti che offrano programmi comuni negli Stati membri. Bruxelles ha l'ambizione di arrivare a formare 60 alleanze tra università europee, coinvolgendo più di 500 istituti di istruzione superiore.

Stop agli sprechi di vestiti – Ogni anno in Europa vengono prodotte 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili totali, dei quali 5,2 milioni di tonnellate provengono da abbigliamento e calzature. La quasi totalità di questi rifiuti finisce in discarica e solo l'1% viene riciclato per la produzione di nuovi abiti. Lunedì 25 marzo si riunirà la formazione Ambiente del Consiglio Ue, che si concentrerà innanzitutto sulla proposta della Commissione di revisione della direttiva quadro sui rifiuti, per ridurre gli sprechi soprattutto nei settori tessile e alimentare.

Il nuovo cassonetto obbligatorio - Bruxelles vuole introdurre dei regimi obbligatori e armonizzati di responsabilità estesa dei produttori in tutta l'Unione, perché sostengano i costi della gestione dei rifiuti tessili: ciò che può essere riutilizzato va mantenuto in circolazione, mentre il resto va riciclato. Tra le misure proposte dal testo c'è l'introduzione obbligatoria di cassonetti per vestiti e scarpe, per facilitarne appunto il recupero e il riciclo. Il Parlamento europeo ha già approvato in Plenaria la sua posizione sul testo, quando lo farà anche il Consiglio potranno iniziare i triloghi, con l'approvazione finale prevista per la prossima legislatura.

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Altri temi caldi

Non c'è pace per la Nature Restauration Law - Se ci fosse una competizione per la proposta della Commissione che più è stata osteggiata, combattuta e maltrattata, la Nature Restauration Law sarebbe sicuramente in corsa per la medaglia d'oro. Il regolamento che contiene misure per ripristinare la natura su almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell'Ue entro il 2030, è da tempo oggetto di un feroce scontro politico dopo che i popolari hanno iniziato a criticare il Green Deal e le norme ambientaliste.

Il voto mancato - Il testo al Parlamento europeo ha rischiato più volte di essere bocciato, ma alla fine è riuscito a essere approvato in prima lettura in Plenaria, a sopravvivere al Trilogo con il Consiglio, e ad arrivare alla seconda approvazione dell'intera Aula di Strasburgo. A questo punto manca solo il via libera finale degli Stati, che però non sembra così scontato, nonostante l'accordo già raggiunto con il Parlamento. Il testo era in agenda per l'approvazione al Consiglio Ambente di lunedì 25 marzo, ma venerdì scorso al Coreper è mancata la maggioranza necessaria tra gli Stati. Come riporta l'Ansa è stata decisiva l'opposizione di Italia, Svezia e Paesi Bassi.  

Consiglio Ue

Tutti in coperta! – Inizia oggi la due giorni di Consiglio informale della Pesca (domenica 24 e lunedì 25 marzo), durante il quale i ministri competenti dei Ventisette discuteranno di azioni concrete per il futuro del settore. E questa volta l'incontro non si limiterà ai dibattiti politico: tra un dibattito e l'altro, oggi impareranno a pelare i gamberetti in un workshop dopo un tour in battello a Brugge, mentre domani proveranno l'ebbrezza di salire sulla tolda di un peschereccio a strascico grazie ai simulatori nella località portuale di Zeebrugge, sulla costa fiamminga del Mare del Nord. Se non rischiasse di risultare offensivo, verrebbe quasi da dire che i ministri potrebbero scoprire di essere braccia rubate alla pesca...

Freno alle microplastiche – Sul tavolo dei ministri dell'Ambiente ci sarà anche la proposta della Commissione per prevenire il rilascio involontario di pellet di plastica, cioè il granulato di materiale polimerico che deriva dalla lavorazione e che si disperde nell'ambiente, inquinando gli ecosistemi naturali e minacciando direttamente la vita degli organismi viventi (incluso l'uomo, che assume microplastiche soprattutto tramite l'alimentazione, mangiando animali "contaminati"). Tra le misure previste da Bruxelles ci sono pratiche migliorate di manipolazione del pellet e un sistema di certificazione obbligatorio che si basa su una metodologia uniforme per definire l'entità della dispersione in tutta l'Ue. 

Obiettivi climatici – Infine, il Consiglio Ambiente valuterà la comunicazione della Commissione riguardante i target climatici dell'Unione per il 2040, che includono l'abbattimento del 90% delle emissioni di gas serra (rispetto ai livelli del 1999) come tappa intermedia per centrare la neutralità climatica entro la metà del secolo, uno dei principali pilastri del Green deal. Infine, la presidenza belga del Consiglio informerà le altre delegazioni ministeriali circa i progressi sul regolamento per il monitoraggio delle foreste, proposto dall'esecutivo Ue lo scorso novembre.

La sconfessione del Green Deal - Il Consiglio Agricoltura si riunirà martedì 26 marzo 2024. Le discussioni dei ministri dei Ventisette verteranno soprattutto sulle proposte della Commissione di modifica della Pac, per andare in contro alle richieste degli agricoltori europei, che sono da mesi sul piede di guerra contro gli stringenti requisiti ambientali e le importazioni di grano ucraino. Di fatto si tratta di una sconfessione di gran parte degli obiettivi del Green Deal. L'Italia è particolarmente interessata da una riduzione de controlli e sanzioni per aziende che hanno una grandezza inferiore a 10 ettari, che nel nostro Paese sono ben il 65% dei beneficiari Pac.

Parlamento europeo

Settimana 'verde' - Per il Parlamento europeo settimana 'verde', che non vuol dire che i deputati si dedicheranno ad attività ecologiste sotto la guida di Greta Thunberg, ma che saranno al lavoro nelle proprie circoscrizioni di elezione. Di conseguenza a Bruxelles non sono previsti lavori in commissioni o gruppi politici. L'espressione settimana verde deriva dal colore che questa settimana ha sul calendario dei lavori dell'Aula.

Metsola in Slovenia - La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è in visita ufficiale in Slovenia, dove incontrerà tutte le più alte cariche dello Stato e dove terrà anche un discorso al Parlamento della nazione.

Cinque articoli della settimana appena conclusa

L'Europa si prepara alla guerra, ma ha un problema a trovare i soldati
Macron e Michel parlano apertamente della possibilità di un conflitto con la Russia, ed è in atto in Occidente una corsa al riarmo. Ma nella popolazione non c'è esattamente entusiasmo all'idea di arruolarsi

Dopo oltre cinque mesi di guerra l'Ue chiede (quasi) un cessate il fuoco a Gaza
I leader dei Ventisette sono riusciti a superare le divisioni e accordarsi su delle conclusioni in cui invitano anche Israele a non lanciare un attacco a Rafah che "peggiorerebbe la situazione già catastrofica"

Stretta sul grano della Russia: l'Europa accontenta (a metà) gli agricoltori
Von der Leyen ha annunciato l'aumento dei dazi sui cereali provenienti da Mosca. Le organizzazioni di categoria chiedono però restrizioni anche su quelli ucraini (e Macron è con loro)

Eurobond per le armi: così l'Europa si indebita per rispondere alle minacce di Mosca
È allo studio a Bruxelles l'idea di emettere strumenti finanziari comuni come si è fatto per il Recovery fund, per le spese della Difesa e per aiutare l'esercito ucraino. Ma non tutti sono d'accordo, Ungheria in testa

Macron lancia un assalto al campo dei liberali europei
Il presidente francese sta creando un’alleanza all’interno del terzo gruppo più grande dell'Aula per mantenere l'egemonia e influire maggiormente sulle decisioni della prossima Commissione europea

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