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Lunedì, 20 Maggio 2024
L'annuncio / Russia

Stretta sul grano della Russia: l'Europa accontenta (a metà) gli agricoltori

Von der Leyen ha annunciato l'aumento dei dazi sui cereali provenienti da Mosca. Le organizzazioni di categoria chiedono però restrizioni anche su quelli ucraini (e Macron è con loro)

Un colpo al cerchio che potrebbe anticiparne un altro, stavolta alla botte. Potrebbe riassumersi così la decisione presa nella tarda serata di giovedì dalla Commissione europea, che ha annunciato "una proposta per aumentare i dazi sulle importazioni dalla Russia e dalla Bielorussia" di alcuni prodotti agricoli, tra cui il grano. Una misura richiesta a gran voce dal settore agricolo europeo, che lamenta le distorsioni sul mercato dovute all'aumento dell'import di cereali a basso costo da Mosca. E che avrebbe voluto, però, anche una stretta sul grano che arriva dall'Ucraina.

Per il momento, i cereali di Kiev non si toccano, nonostante le pressioni della Polonia e della Francia (pressate a loro volta dagli agricoltori) nel corso del vertice Ue in corso a Bruxelles. Anche l'Italia, secondo alcune indiscrezioni, si sarebbe unita a Varsavia e Parigi, una posizione però smentita da fonti vicine a Palazzo Chigi. Per l'Ucraina, per il momento, resta l'esenzione dai dazi doganali, che era stata concessa dopo l'invasione russa del 2022 e che è stata rinnovata questa settimana dalla Commissione. Il rinnovo contiene però dei "meccanismi di salvaguardia" che prevedono lo stop alle esenzioni di determinati prodotti "particolarmente sensibili" in caso di un aumento notevole delle importazioni nell'Ue. Si tratta di zucchero, miele, pollame, avena e masi, ma non di grano e orzo.

La decisione di salvare il grano ucraino non è piaciuta, per esempio, a Confagricoltura: "Abbiamo chiesto (alla Commissione Ue, ndr) di introdurre un limite automatico all'ulteriore espansione delle esportazioni di grano che, per quanto riguarda l'Italia, sono aumentate di quasi il 300% dal 2021 alla fine dello scorso anno", ha detto il presidente dell'associazione italiana, Massimiliano Giansanti. Sulla stessa linea anche altre organizzazioni italiane ed europee, in particolare quelle francesi e polacche. Il presidente transalpino Emmanuel Macron avrebbe minacciato di bloccare il rinnovo delle esenzioni senza un freno di emergenza anche sul grano. 

Richieste e pressioni che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivolgendosi in videocollegamento ai 27 leader Ue, tra cui lo stesso Macron, durante il summit di Bruxelles, ha contestato: "Vediamo che purtroppo l'accesso russo al mercato agricolo europeo è ancora illimitato, e quando il grano ucraino viene gettato sulle strade o sui binari ferroviari, i prodotti russi vengono ancora trasportati in Europa, così come le merci provenienti dalla Bielorussia controllata da Putin. Non è giusto", ha detto.

Poche ore dopo il videocollegamento, l'annuncio di Ursula von der Leyen dell'aumento dei dazi sui prodotti agricoli russi e bielorussi: "Ci sono diverse buone ragioni per fare questa proposta: impedirà ai cereali russi di destabilizzare il mercato Ue; impedirà alla Russia di usare i ricavi derivanti dall'esportazione di queste merci nell'Ue e assicurerà che le esportazioni illegali russe di grano ucraino rubato non entrino nel mercato dell'Ue", ha detto la presidente della Commissione europea in riferimento al grano dei territori occupati dell'Ucraina su cui Mosca ha messo le sue mani. 

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