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Sabato, 18 Maggio 2024
La nuova legge

Addio alle bustine di maionese e zucchero monoporzioni. C'è la data

Dal primo gennaio 2030 dovranno sparire alcuni imballaggi e confezioni, ritenuti molto inquinanti per l'ambiente. L'Unione europea ha "salvato" le confezioni da asporto di ristoranti e fast-food

Dopo un'intensa battaglia è stato approvato definitivamente il regolamento sugli imballaggi che eliminerà una serie di contenitori in plastica e altri materiali dall'Unione europea. La legge vieterà in particolare le confezioni monouso di alcuni prodotti alimentari, come la maionese e lo zucchero, o per l'igiene, come le bottigliette di shampoo utilizzate negli alberghi. Per mesi il testo è stato oggetto di un'aspra contesa, in cui l'Italia si è opposta con ogni mezzo ad alcuni necessari cambiamenti, in particolari quelli relativi al riutilizzo. Una partita in cui hanno esercitato un peso importante le lobby degli imballaggi, che nella Penisola rappresentano una potenza economica. Molti i punti su cui gli eurodeputati hanno ceduto a compromessi pur di far passare la normativa. 
 
Il regolamento sugli imballaggi è stato approvato in via definitiva il 24 aprile durante la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo con 476 voti favorevoli, 129 contrari e 24 astensioni. L'obiettivo della norma è di  affrontare il crescente problema dei rifiuti connessi ai contenitori, soprattutto quelli alimentari, che sta provocando gravi danni ambientali in tutti gli Stati membri. La legge punta al tempo stesso ad uniformare le leggi del mercato interno, e promuovere l'economia circolare, centrata sul riutilizzo dei materiali e sulla riduzione degli sprechi.

Imballaggi da ridurre nell'e-commerce

Le norme, frutto di un accordo provvisorio con il Consiglio, comprendono obiettivi di riduzione degli imballaggi (del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040) e impongono ai Paesi UE di ridurre in particolare i rifiuti di imballaggio in plastica. Una parte importante della normativa riguarda gli imballaggi necessari per il trasporto delle merci, tenuto conto anche del diffondersi degli acquisiti online. Per limitare gli sprechi, è stata stabilita una "proporzione massima di spazio vuoto" del 50% che si applicherà agli imballaggi multipli e a quelli per il trasporto e per il commercio elettronico. Sia i fabbricanti che gli importatori dovranno garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano ridotti al minimo.

I contenitori monouso destinati a sparire

L'altro asse portante del regolamento riguarda una serie di imballaggi di plastica monouso, che saranno vietati a partire dal 1° gennaio 2030. Tra le categorie che spariranno figurano i contenitori per frutta e verdura fresche non trasformate, le monoporzioni (ad esempio condimenti, salse, panna da caffè e zucchero), i piccoli imballaggi monouso utilizzati negli alberghi e le borse di plastica in materiale ultraleggero al di sotto dei 15 micron. Addio quindi alle bottiglie di shampoo in miniatura nell'industria alberghiera, alle salse monoporzione, alle pellicole protettive che circondano le valigie negli aeroporti, agli imballaggi in plastica di frutta e verdura non lavorata. All'interno del testo è stato inserito anche uno specifico divieto dei cosiddetti "inquinanti eterni", cioè le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), al di sopra di determinate soglie negli imballaggi a contatto con prodotti alimentari, visti i gravi effetti che producono sulla salute.

Vino escluso dal riutilizzo

Una delle aree più dibattute è stata quella sugli obiettivi di riutilizzo degli imballaggi, che sono stati fissati entro il 2030 per le bevande alcoliche e analcoliche. Importanti eccezioni sono state stabilite per alcuni prodotti, tra cui latte, vino, anche aromatizzato, e superalcolici. Tra i compromessi raggiunti dal governo italiano, la misura che stabilisce che a determinate condizioni, gli Stati membri possono concedere deroghe di cinque anni a questi requisiti se raggiungono determinate soglie di riciclo.

Così l'Italia ha salvato i fast-food e l'industria degli imballaggi monouso

Infine il regolamento fissa alcune soglie, molto basse e volontarie, per quanto riguarda il riutilizzo di contenitori per l'asporto. Il deludente risultato è figlio di trattative molto intense nell'ambito della ristorazione dove i colossi del fast food e dell'industria della carta hanno esercitato pressioni molto forti per evitare vincoli precisi. Gli obiettivi vincolanti, indicati inizalmente da Bruxelles per gli imballaggi riutilizzabili per bevande e alimenti da asporto, sono scomparsi dall'accordo finale. Ristoranti, pizzerie e fast-food dovranno offrire ai consumatori la possibilità di utilizzare i loro contenitori, ma dovranno solo "sforzarsi" di raggiungere il 10% di imballaggi riutilizzabili entro il 2030.

L'obbligo di imballaggi riciclabili

Le nuove norme stabiliscono che tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili sulla base di criteri rigorosi. Sono state però fissate alcune eccezioni: legno leggero, sughero, tessuti, gomma, ceramica, porcellana e cera non saranno sottoposte a queste regole. Sono inclusi anche obiettivi sul contenuto minimo riciclato che dev'essere contenuto negli imballaggi di plastica, come pure gli obiettivi minimi di riciclaggio in termini di peso per questo tipo di rifiuti. Infine, entro il 2029, il 90% dei contenitori in metallo e plastica monouso per bevande fino a tre litri dovranno essere raccolti separatamente mediante sistemi di deposito cauzionale e restituzione o altre soluzioni che consentano di raggiungere l'obiettivo di raccolta.

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