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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Non così in fretta / Turchia

La Turchia 'stoppa' l'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato: “Non ripetiamo gli errori del passato”

Il presidente Erdogan giudica "non positivo" l'eventuale allargamento dell'Alleanza

L’adesione alla Nato di Finlandia e Svezia potrebbe non essere così liscia come ci si sarebbe aspettati. Dopo Zagabria, infatti, anche Ankara raffredda gli entusiasmi non solo dei due Paesi scandinavi ma anche di chi, all’interno dell’Alleanza, dava già l’ingresso di Helsinki e Stoccolma per cosa fatta.

Come riporta Politico, infatti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di non vedere di buon occhio l’entrata delle due nazioni nordeuropee nell’organizzazione militare. La Turchia è membro Nato dal 1952 e, dopo gli Stati Uniti, dispone del più grande esercito all’interno dell’alleanza.

Ieri, i massimi vertici finlandesi hanno annunciato l’intenzione di accedere all’Alleanza Nordatlantica “senza indugio”, mentre nei prossimi giorni anche la Svezia dovrebbe fare lo stesso. In luce di quanto sta accadendo in Ucraina, i due Paesi sono dunque pronti a rinunciare alla loro lunga tradizione di neutralità, adottata (seppur con sfumature diverse) dopo la Seconda guerra mondiale per non incrinare i rapporti con Mosca ed equilibrare la complessa carta strategica del Vecchio continente.

“In questo momento, quando si tratta di Svezia e Finlandia, seguiamo gli sviluppi ma non con un’opinione positiva”, ha rimarcato Erdogan, sostenendo di non voler ripetere gli “errori” del passato, come l’ammissione della Grecia nella Nato. Alla base dell’indigeribilità per Ankara dell’ingresso di Stoccolma e Helsinki starebbe il fatto per cui, secondo il presidente turco, gli Stati nordici ospiterebbero “gruppi terroristici” come il Pkk, il Partito dei lavoratori curdo contro il quale Ankara è in guerra da anni.

Dal canto suo, il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha già fatto sapere che spingerà perché l’adesione dei due Paesi sia “veloce”. Ma potrebbe non essere sufficiente. Dopo che i parlamenti finlandese e svedese avranno dato il via libera alla domanda di adesione, tuttavia, alle due nazioni scandinave servirà l’unanimità degli attuali 30 membri della Nato per entrare a farvi parte.

Ecco perché, se fossero seguite da un atteggiamento ostruzionista, le dichiarazioni di Erdogan, unite a quelle del presidente croato Zoran Milanovic, metterebbero a repentaglio l’intero processo. Milanovic a suo tempo aveva definito “pericolosa” la volontà di Finlandia e Svezia di unirsi all’Alleanza Nordatlantica, poiché quest’ulteriore espansione al confine con la Russia potrebbe provocare una reazione imprevedibile da parte di Vladimir Putin (sarebbe come “piantare una penna nell’occhio di un orso arrabbiato”). Resta quindi da vedere se, al vertice dell’Alleanza in calendario per fine giugno a Madrid, i due leader manterranno la loro opposizione o se la lasceranno cadere.

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