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Domenica, 22 Maggio 2022
La svolta di Helsinki / Finlandia

La Finlandia nella Nato "senza indugio": via libera del governo

Ora manca l'ultimo passaggio formale in Parlamento per notificare la domanda di adesione all'Alleanza

La Finlandia deve fare domanda per aderire all'alleanza militare della Nato "senza indugio". Con queste parole, il presidente Sauli Niinisto e la premier Sanna Marin hanno di fatto dato il via libera al processo di ingresso di Helsinki nell'Alleanza atlantica, un'adesione che fino a pochi mese fa sembrava politicamente impossibile. Adesso, manca solo l'ultimo passaggio formale, ossia il voto del Parlamento finlandese, atteso per domenica. Dopodiché, spetterà agli alleati accettare la richiesta. Ma anche in questo caso, potrebbe trattarsi di una formalità, viste le dichiarazioni dei principali leader Nato.

"Essere membro della Nato rafforzerebbe la sicurezza della Finlandia. In quanto membro della Nato, la Finlandia rafforzerebbe l'alleanza nel suo insieme", hanno dichiarato Niinisto e Marin in una nota congiunta: "La Finlandia deve presentare domanda per l'adesione alla Nato senza indugio". Il Paese, che condivide un confine di circa 1.300 km e un passato difficile con la Russia, ha gradualmente intensificato la sua cooperazione con l'Alleanza da quando la Russia ha annesso la Crimea nel 2014. Ma fino a prima dell'invasione dell'Ucraina, la stragrande maggioranza del Paese e buona parte del panorama politico erano fermamente contrari a un'adesione che avrebbe potuto creare tensioni con Mosca. Il punto di svolta è stato per l'appunto il conflitto in Ucraina: l'ultimo sondaggio dell'emittente pubblica YLE mostra che oggi il 76% dei finlandesi è a favore e solo il 12% contro. 

Cosa succede ora

La nota congiunta delle due massime cariche dello Stato era attesa come la conferma definitiva della decisione di Helsinki di aderire alla Nato. Come dicevamo, però, ci sono ancora dei passaggi formali: domenica, spetterà al Parlamento finlandese votare il via libera alla richiesta. L'ok dovrebbe arrivare senza sorprese, e a quel punto la palla passerà nelle mani dei 30 membri attuali dell'Alleanza. Sempre domenica, anche la Svezia potrebbe aggiungersi alla Finlandia nel chiedere di aderire all'Alleanza, ma non è chiaro se i due dossier procederanno in parallelo, o se per Stoccolma ci vorrà qualche tempo in più per formalizzare la richiesta. 

A ogni modo, sembra che tra gli alleati Nato ci sia unanimità nell'accogliere i due nuovi membri: entrambi i Paesi soddisfano già in pieno i requisiti per l'accesso, oltre ad aver già allineato i loro eserciti sia in termini di formazione, che di arsenale, dicono gli esperti. Nei giorni scorsi, il presidente croato, Zoran Milanovic, aveva dichiarato la sua contrarietà all'allargamento dell'Alleanza, ma il Parlamento di Zagabria, che ha l'ultima voce in capitolo quando si tratta di modificare i trattati internazionali, sembra orientato in senso opposto. 

La reazione di Mosca

Dal canto suo, la Russia ha già avvertito del rischio di “ripercussioni militari e politiche” se Svezia e Finlandia dovessero entrare nella Nato. Da qui, la mossa del Regno Unito, che proprio ieri ha firmato insieme alla prima ministra svedese Magdalena Andersson un accordo di garanzia di sicurezza volto a rafforzare "le difese del Nord Europa di fronte alle nuove minacce”. Londra dovrebbe assumere un impegno analogo anche nei confronti della Finlandia, e un accordo parallelo dovrebbe essere siglato a stretto giro con il presidente Niinisto.

L'ingresso dei due Paesi scandinavi potrebbe "ridisegnare la mappa della sicurezza europea in un modo che prima era inconcepibile e potrebbe avere enormi conseguenze per la Russia", scrive la Cnn. C'è innanzitutto un aspetto geografico: oggi Nato e Russia condividono circa 1200 chilomentri di confine terrestre. Con l'adesione della Finlandia, tale confine raddoppierebbe, arrivando a 2500 chilometri. La Svezia, invece, rappresenta una piattaforma militare strategica per il mar Baltico: in particolare l'isola di Gotland, controllata da Stoccolma, è considerata una sorta di chiave di volta per il controllo di questa regione. La Russia, che nel Baltico conta sull'enclave di Kaliningrad, ha già minacciato di portare le sue testate nucleari nell'area. Puntandole sull'isola di Gotland.

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