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Lunedì, 27 Giugno 2022
Espansione Nato / Croazia

La Croazia potrebbe bloccare l'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato

I due Paesi starebbero per chiedere formalmente l’adesione all’Alleanza, ma il presidente del Paese balcanico ritiene questa scelta un errore pericoloso, dal quale potrebbero discendere conseguenze imprevedibili

Finlandia e Svezia si stanno preparando per entrare nella Nato, ma sul loro cammino potrebe piazzarsi la Croazia, con il presidente Zoran Milanovic che ha promesso di bloccare la loro ammissione. Un vertice dell’Alleanza si terrà a Madrid a fine giugno, e prenderà in considerazione l’eventuale richiesta di (ancora non ufficializzata) di Helsinki e Stoccolma di diventare membri.

Il socialdemocratico Milanovic ha dichiarato che dirà di no: “Come capo di Stato che rappresenta la Croazia al vertice della Nato, metterò il veto sull’ammissione se il vertice si terrà a quel livello”, ha detto ai giornalisti martedì scorso. Come riporta Euractiv, non è ancora chiaro, tuttavia, se le decisioni del Consiglio Nordatlantico verranno prese a livello dei capi di Stato e di governo oppure a quello degli ambasciatori. Nel secondo caso, Milanovic ha confessato di non essere sicuro di riuscire a convincere l’ambasciatore croato a sostenere la sua posizione.

Perché un Paese diventi membro Nato, dev’essere approvato da tutti i membri attuali. Questo implica non solo un accordo al livello del Consiglio, ma anche la ratifica a livello nazionale di tutti i 30 Stati che fanno parte dell’Alleanza. In Croazia, questo avviene tramite voto parlamentare e nell’Aula la maggioranza relativa (per quanto risicata) è in mano al partito conservatore del premier Andrej Plenkovic.

Se, dunque, il presidente non riuscisse ad impedire il passaggio parlamentare, ha comunque promesso che inseguirà “come il diavolo le anime peccaminose di ogni deputato che voterà a favore”. A meno di sorprese però, secondo gli osservatori, l’Aula dovrebbe approvare la candidatura dei due Paesi.

L’unico ostacolo potrebbe essere, appunto, il veto del capo dello Stato al summit di Madrid. Per la costituzione croata, il presidente è il comandante supremo dell’esercito (e capo dei servizi segreti) e ha una voce in capitolo per le questioni di politica estera. Non sarebbe la prima volta, del resto, che Milanovic rappresenta la Croazia ai vertici Nato.

Il presidente attacca regolarmente il premier Plenkovic, accusandolo tra l’altro di non fare abbastanza per proteggere i croati bosniaci. E proprio la legge elettorale della Bosnia-Erzegovina (dove si vota a ottobre) parrebbe al centro della disputa sull’ammissione degli scandinavi. Milanovic avrebbe subordinato il proprio voto favorevole ad una pressione internazionale su Sarajevo in direzione di una riforma elettorale che benefici i croati di Bosnia.

Milanovic aveva già definito “pericolosa” la volontà di Finlandia e Svezia, due Stati tradizionalmente neutrali, di aderire alla Nato, poiché quest’ulteriore espansione dell’Alleanza al confine con la Russia potrebbe provocare una reazione imprevedibile da parte di Vladimir Putin (sarebbe come “piantare una penna nell’occhio di un orso arrabbiato”).

Le sue dichiarazioni, poco gradite a Kiev, gli sarebbero valse l’inclusione nella blacklist di Myrotvorets, un controverso sito ucraino (collegato ai servizi d’intelligence ed al ministero degli Interni) dove vengono pubblicati i dati personali dei “nemici dell’Ucraina”. Milanovic è stato accusato di “diffondere propaganda russa”.

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