Sabato, 16 Ottobre 2021
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"No ai droni per filmare i manifestanti", dai giudici nuovo stop alla polizia francese

Nel maggio scorso, il Consiglio di Stato aveva vietato l'uso di queste tecnologie per vigilare sul rispetto del lockdown. Adesso, il tribunale amministrativo boccia la sorveglianza dei "raduni pubblici"

La polizia francese non potrà utilizzare i droni per vigilare sulle manifestazioni pubbliche. Lo ha stabilito un tribunale amministrativo francese, che ha accolto il ricorso di una ong per i diritti digitali, La Quadrature du Net, contro le riprese effettuate a Parigi dalle forze dell'ordine nel corso delle proteste contro le nuove proposte del governo sulla sicurezza.

"Si chiede al prefetto di polizia (di Parigi, ndr) di cessare, con effetto immediato, di eseguire misure di sorveglianza attraverso droni di raduni pubblici di persone", si legge nella decisione del Consiglio di Stato e pubblicata da La Quadrature du Net. A maggio, sempre il Consiglio di Stato aveva già vietato l'uso di droni per monitorare le restrizioni sanitarie legate al coronavirus.

Stando a quanto si legge nell'ultima sentenza, pubblicata martedì, il Consiglio di Stato ha espresso "seri dubbi sulla legalità" dell'uso droni, poiché questo equivale a un trattamento di dati personali e dunque va fatto nel quadro delle norme sul rispetto della privacy. Il governo, aggiungono i giudici, non ha saputo dimostrare che la sicurezza pubblica durante le manifestazioni non poteva essere garantita senza l'utilizzo di droni. Inoltre, a oggi non c'è un testo ufficiale che definisca le modalità di utilizzo dei droni, sottolinea il Consiglio di Stato.

Su quest'ultimo elemento, il governo francese sta cercando di correre ai ripari proprio attraverso il pacchetto di misure sulla sicurezza al centro delle forti contestazioni (con tanto di scontri tra manifestanti e polizia) che si sono tenute a Parigi (e che hanno spinto il prefetto ad autorizzare l'uso di droni). Il pacchetto prevede per l'appunto l'autorizzazione all'uso di droni per le forze dell'ordine. Ma anche il divieto per i manifestanti di filmare gli agenti (ed eventuali atti illegali da parte della polizia). Il testo, votato dall'Assemblea nazionale in prima lettura, è stato per il momento bloccato sotto la pressione del presidente Emmanuel Macron (che comunque ne è tra i principali sostenitori). 

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