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Sabato, 22 Giugno 2024
L'intervista / Francia

"Sui migranti Meloni deve capire la differenza tra retorica e realtà"

Marie-Pierre Vedrenne di Ensemble, la coalizione al governo in Francia, lancia un monito alla premier: "I suoi alleati in Ue le hanno voltato le spalle, le politiche di destra euroscettiche non portano lontano"

Nella gestione dei flussi migratori Giorgia Meloni "si sta confrontando con la differenza tra la retorica e la realtà", e deve capire che una politica di estrema destra ed euroscettica "non porta da nessuna parte", e la prova è che i suoi stessi alleati in Europa "le hanno voltato le spalle". Il monito arriva dall'eurodeputata francese Marie-Pierre Vedrenne, membro del Mouvement Démocrate, uno dei partiti che fanno parte della coalizione Ensemble che è al governo in Francia con il presidente Emmanuel Macron.

Questa settimana Parigi ha deciso di aumentare i controlli alle frontiere con il nostro Paese, perché teme che con la crisi di Lampedusa aumentino gli attraversamenti illegali. La Germania ha accusato il nostro Paese di non registrare chi entra, proprio allo scopo di far poi fuggire i migranti in altre nazioni senza doverli accogliere, e la Francia ha lo stesso timore. "Noi sosteniamo l'Italia e tutti i Paesi di primo ingresso, ma dobbiamo combattere i movimenti irregolari all'interno dell'Ue, per questo abbiamo aumentato il numero di gendarmi alle frontiere", spiega Verdenne in un'intervista a Today.it. L'esponente della coalizione di governo in Francia chiede al nostro Paese di rispettare gli obblighi di identificazione di chi sbarca sulle nostre coste. "Nel Patto per l'asilo e la migrazione, il controllo dei migranti deve essere effettuato secondo criteri definiti. Dobbiamo assicurarci che queste regole vengano rispettate, garantendo al contempo il rispetto dei diritti fondamentali degli uomini, delle donne e dei bambini che entrano nel territorio europeo".

"Meloni non faccia scappare i migranti in altri Stati e riprenderemo i trasferimenti in Germania"

Questo però non vuol dire lasciare solo il nostro Paese, anzi, ma la cooperazione deve avvenire all'interno delle regole. "Dobbiamo controllare le nostre frontiere intensificando il sostegno ai Paesi di primo ingresso. Ciò significa monitorare e gestire le persone che entrano illegalmente in Europa, rafforzando il ruolo dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e di Frontex. Particolare attenzione deve essere prestata al monitoraggio delle frontiere marittime e aeree per prevenire i flussi irregolari di migranti", ci dice Verdenne. Oltre a questo però, quando si tratta di accoglienza, "l'Ue deve trovare soluzioni basate sulla solidarietà. Deve collaborare per mettere in atto procedure di asilo più rapide ed efficienti (registrazione degli arrivi, rilevamento delle impronte digitali, debriefing e rinvio alle autorità competenti), per garantire un'accoglienza dignitosa e sicura ai migranti che entrano nel territorio europeo".

Stallo Ue sulla gestione delle crisi come Lampedusa, per colpa degli alleati di Meloni

Dal canto loro, invece, gli altri Stati membri "devono impegnarsi a condividere equamente la responsabilità dell'accoglienza dei migranti". A Bruxelles sono in corso trattative sulla riforma del Patto per le migrazioni e l'asilo, per modificare il regolamento di Dublino e assicurare maggiore solidarietà. Ma le trattatove vanno a rilento, soprattutto per colpa dell'opposizione della Polonia di Mateusz Morawiecki e dell'Ungheria di Viktor Orban. "In Ungheria, Polonia e Francia, gli ex alleati di Meloni le stanno voltando le spalle, dimostrando che una politica euroscettica di estrema destra non porta da nessuna parte. Meloni deve capire la differenza tra retorica e realtà. Ora che è al governo deve capire che la risposta alle crisi attuali risiede in un migliore coordinamento a livello europeo. Queste crisi richiedono una risposta comune, unita e solidale", sostiene l'esponente di Ensemble, che riconosce comunque al premier di aver già "fatto un'inversione di rotta rispetto alle posizioni stridenti espresse in campagna elettorale sull'Europa e sul ruolo delle sue istituzioni".

Il memorandum sui migranti con la Tunisia rischia di saltare

Per risolvere la crisi dei migranti il nostro Paese sembra ora voler fare affidamento sul memorandum con la Tunisia di Kais Saied, ma l'accordo non è ancora entrato in vigore e al momento non sembra essere partito con i migliori auspici. Per Verdenne bisogna ricordare che "questo memorandum rappresenta un approccio olistico" e il suo successo "dipenderà non solo dalla gestione dei flussi migratori, ma anche dai progressi negli scambi economici, nella transizione ecologica e digitale e nella cooperazione culturale". Le questioni legate alla migrazione "sono complesse e sfaccettate" e bisogna rendersi conto che "nessun singolo accordo può risolvere tutte le sfide associate a questo fenomeno", e i "Paesi europei devono continuare a lavorare insieme, in collaborazione con le nazioni di origine e di transito, per sviluppare un approccio globale e sostenibile alla migrazione e alla gestione delle crisi, in particolare per garantire sicurezza e stabilità".

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