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Sabato, 20 Aprile 2024
L'intervista esclusiva / Germania

"Meloni non faccia scappare i migranti in altri Stati e riprenderemo i trasferimenti in Germania"

L'esponente della Spd tedesca, Birgit Sippel, spiega perché Berlino ha fermato il Meccanismo di solidarietà: "Non identificano di proposito le persone che sbarcano in modo da non doverle accogliere"

Se l'Italia di Giorgia Meloni vuole che la Germania riattivi il Meccanismo di solidarietà volontaria, e torni ad accogliere un parte dei richiedenti asilo che arrivano nel nostro Paese, deve iniziare a identificare tutti i migranti che arrivano sulle nostre coste e smettere di lasciarli andare in altre nazioni europee per non dover così occuparsi della loro accoglienza. Al momento il governo italiano "non sta nemmeno cercando di capire chi sono le persone che arrivano sul territorio della nazione e molti migranti che entrano in Italia vengono semplicemente lasciati andare in altri Paesi", terminando il loro viaggio appunto in Francia, Germania o altri Paesi del nord Europa.

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La denuncia arriva da Birgit Sippel, eurodeputata tedesca della Spd, lo stesso partito del cancelliere Olaf Scholz, e della ministra dell'Interno di Berlino, Nancy Faeser, la politica che ha deciso lo stop ai ricollocamenti. "Quella in corso non è un'emergenza dell'accoglienza in Italia, ma riguarda solo Lampedusa, perché per il resto gli ingressi non sono aumentati", dice in un'intervista a Today.it la politica che è anche coordinatrice del gruppo dei Socialisti e democratici in commissione Affari interni dell'Aula. "Innanzitutto voglio ricordare che la Germania è sempre stata pronta a fare la sua parte sui migranti. Durante la crisi del 2016 su oltre un milione di rifugiati arrivati nell'Unione 860mila sono venuti da noi. Poi durante la presidenza francese dell'Ue", il primo semestre dello scorso anno, "siamo quelli che hanno fatto maggiori offerte di ricollocamenti nel Sistema volontario di ricollocamenti", rivendica Sippel.

Ma ora la situazione sarebbe cambiata e il governo di Meloni non starebbe rispettando gli impegni presi con l'Europa. "L'Italia ha diritto di chiedere solidarietà, ma prima deve fare il suo dovere" e identificare i migranti che entrano i Europa attraverso il nostro territorio. Secondo le regole di Dublino, il primo Paese di ingresso è quello responsabile di processare la domanda di asilo. Se un migrante entra in Italia e poi si sposta in Germania, Francia o Svezia ad esempio, queste nazioni hanno diritti di rimandarlo nel nostro Paese. Ma a volte gli immigrati sfuggono ai controlli italiani, o vengono lasciati partire di proposito senza identificazione, in modo tale che non risulti che sono entrati in Europa dal nostro territorio e possano chiedere asilo dove gli pare nell'Ue, eliminando l'onere per le nostre istituzioni.

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"Capiamo che si sono situazioni nelle quali a volte in cui non riesci a registrare tutti gli ingressi, ma devi almeno avere un'idea di come farlo, ci devi almeno provare e poi puoi chiedere la cooperazione degli altri", avverte l'eurodeputata che poi assicura: "Se l'Italia lo farà la Germania sarà pronta ad accogliere di nuovo i richiedenti asilo, ma tutto deve essere fatto secondo le regole". Sippel definisce poi una "fake news" l'idea di affidare a Paesi terzi come la Tunisia di Kais Saied, la prima accoglienza delle persone che vogliono venire in Europa. "La Tunisia non vuole accettare di ricevere i migranti dall'Ue, quindi dobbiamo essere onesti con i nostri cittadini, e non diffondere fake news. Possiamo solo lavorare ad accordi con i Paesi di origine dei flussi affinché accettino i rimpatri, ma non possiamo esternalizzare l'accoglienza ad altri Paesi che non sono del blocco".

Inoltre, aggiunge, "se vogliamo evitare che le persone si affidino ai trafficanti di esseri umani, dobbiamo offrire loro vie di ingresso legali". Infine l'esponente della Spd chiede di organizzare una nuova missione comune di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, una Mare Nostrum europea che aiuta anche a distribuire gli oneri dell'accoglienza. "Tutti dobbiamo fare la nostra parte, e una missione europea sarebbe un segnale positivo, il segnale che non vogliamo lasciare sa solo un Paese che è il nostro confine esterno".

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