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Venerdì, 21 Giugno 2024
La misura / Francia

Coprifuoco per i minorenni: la proposta per combattere la baby criminalità

Contro la delinquenza urbana Milano pensa a vietare anche il gelato dopo la mezzanotte, ora la Francia ha un mente un'altra soluzione: far restare i ragazzi a casa

Per la criminalità urbana e il disagio giovanile una parte del governo francese ha in mente una nuova soluzione: far restare i ragazzi a casa, almeno negli orari notturni. Il coprifuoco verrebbe applicato ai minori di 18 anni a livello locale su ordinanza dei sindaci, sempre che i tribunali amministrativi diano il via libera.

Sebbene al livello nazionale il dibattito sulla misura è ancora in una fase iniziale, una sua applicazione generalizzata non sembrerebbe poi così lontana: a Pointe-à-Pitre, comune del dipartimento d'oltremare della Guadalupe, è già in vigore e lo resterà per due settimane, e a seguire a ruota la cittadina stanno ora arrivando numerosi sindaci francesi con un debole per gli approcci securitari. Ad ordinare il coprifuoco in Guadalupe è stato lo stesso ministro degli Interni francese Gérald Darmanin con lo scopo dichiarato di combattere la criminalità. 

In due città il coprifuoco esiste già: una misura che piace alla destra

"Siamo molto segnati dal fatto che la criminalità minorile sia estremamente diffusa, purtroppo, in Guadalupa e a Pointe-à-Pitre in particolare", ha affermato Darmanin. La misura è piaciuta molto a Robert Ménard, ex icona della sinistra poi assestatosi su posizioni di estrema destra vicine a quelle del Rassemblement National, nonché autore del saggio "Vive le Pen!" e attuale sindaco di Béziers, uno dei comuni più poveri e degradati della Francia. Lo scorso martedì 23 aprile, Ménard ha dichiarato di aver introdotto un coprifuoco per i minori di 13 anni in "tre quartieri prioritari" della sua città, dalle 23 alle 6 del mattino, a meno che non siano accompagnati da un adulto. Il tema sta generando 

Nel suo decreto, la misura è motivata con il "crescente numero di giovani minori abbandonati a sé stessi nel cuore della notte", nonché con un "aggravamento del numero degli episodi di violenza urbana", citando l'incendio in una scuola quattro anni fa, nel 2019, e i "disordini del luglio 2023".

I precedenti durante la guerriglia nelle banlieues

L'applicazione del coprifuoco non è una novità in Francia. Il divieto di movimento nelle ore serali fu applicato massicciamente durante le rivolte delle banlieues del 2005, poi di nuovo la scorsa estate, quando la morte del 17enne Nahel per mano di un poliziotto nella città di Nanterre innescò una guerrigilia urbana come non se ne vedevano da anni. 

Perché in Francia ci sono scontri e proteste

Che il coprifuoco, misura per sua natura emergenziale, possa essere applicato con modalità e limiti ben specifici in determinati momenti di particolare rischio per l'ordine pubblico è pacifico in ogni democrazia. Altra cosa è fare della misura un metodo di gestione normale della vita sociale nelle città, sperando così di attenuare l'impatto e la visibilità della criminalità giovanile. Come se all'interno di qualunque edificio privato non possano essere commessi crimini e violenze, come se tenendo a casa i giovani di notte, le reti criminali si sfaldassero. E poi, i comuni hanno davvero risorse sufficienti per garantire i controlli? Il tema sta attirando critiche tra chi addita i sindaci favorevoli alla misura di voler mettere in campo politiche di facciata, mentre il tema della sicurezza e della criminalità giovanile guadagna slancio, in Francia come in Italia, sulla scia dei frequenti episodi di violenza e su quella della campagna elettorale in corso per le prossime europee.

Il ministro dell'Interno è a favore

Dopo la scelta di Béziers, altri sindaci stanno prendendo in considerazione il ricorso al coprifuoco. Tra i primi a dirsi favorevole il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, membro del partito conservatore Horizons. Il ministro degli Interni è stato quindi chiamato a pronunciarsi sull'argomento: "Non è normale che gli adolescenti siano in strada a mezzanotte, all'una, alle due del mattino quando devono essere a casa, dormire, per andare a scuola il giorno dopo", ha dichiarato all'emittente tv France 3. "Quando c'è questo genere di situazioni, il che può essere il caso di alcune parti del territorio nazionale, sono favorevole a un coprifuoco che colpisca i minori".

E sulla fattibilità dell'applicazione il ministro chiarisce: "I sindaci hanno il potere di emanare decreti, come lo Stato, per impedire a questi minori di stare fuori, soprattutto quelli di età inferiore ai 13 anni. Io li sostengo e i prefetti della Repubblica li appoggeranno", ha aggiunto, precisando però che "sarà necessario il via libera del tribunale amministrativo, qualora venisse adito, su un eventuale eccesso di potere".

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