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Giovedì, 26 Maggio 2022
Europa futura

Le 49 proposte dei cittadini per cambiare l'Ue

Dopo un anno di lavori, la Conferenza sul futuro dell'Europa è giunta a conclusione. Le idee di riforma dell'Unione ci sono. Resta da capire cosa ne faranno Bruxelles e Stati membri

La giornata dell'Europa, quest'anno, non celebrerà solo la dichiarazione di Schuman da cui si fa derivare la nascita dell'Ue. Al Parlamento europeo di Strasburgo, infatti, sarà il momento di tirare le somme della Conferenza sul futuro dell’Europa, l'iniziativa lanciata per coinvolgere i cittadini in quello che, sperano i suoi promotori, possa essere l'inizio di un processo di riforma dell'Unione. E di maggiore integrazione.  

La Confereza (o Cofoe usando l'acronimo inglese) si è in realtà chiusa il 30 aprile con l’ultima plenaria congiunta di cittadini e politici, che ha approvato le proposte finali da presentare alle istituzioni comunitarie. Si tratta per la precisione di 49 raccomandazioni, divise in 9 macro-temi che coincidono con gli altrettanti gruppi di lavoro nei quali si sono suddivisi i 449 membri della plenaria (cittadini, politici europei, rappresentanti nazionali, parti sociali e società civile). Ciascuna proposta, elaborata con un lungo lavoro di sintesi a partire dalle 178 raccomandazioni confezionate dai panel europei di cittadini, comprende l’indicazione di diverse misure concrete per la sua realizzazione: sicché, alla fine, di misure specifiche ce ne sono 325. Alcune idee sono innovative, diverse ricalcano posizioni già adottate dalla Commissione, altre ancora richiederebbero una modifica dei trattati (circa un decimo del totale, secondo alcune analisi, mentre il resto potrebbe prendere corpo tramite legislazione ordinaria, comunitaria o nazionale).

Non è chiaro ancora quale sarà il loro futuro, ossia se resteranno su carta, o se Commissione Ue, Consiglio degli Stati membri e Parlamento europeo daranno effettivamente seguito alle proposte trasformandole in atti legislativi veri e propri. Strasburgo è l'istituzione che finora ha spinto di più perché la "voce" dei cittadini venga ascoltata. Mentre l'esecutivo di Bruxelles e i governi nazionali non hanno ancora dato chiari segnali in tal senso. Nell'attesa, cerchiamo di capire cosa contengono le raccomandazioni della Cofoe e come potrebbero cambiare il futuro dell'Europa. 

Clima e ambiente

Dal gruppo su cambiamento climatico e ambiente arrivano suggerimenti per rivedere le politiche agricole e produttive dell’Ue, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia della biodiversità. Applicare i princìpi dell’economia circolare, ridurre gli allevamenti intensivi, contrastare l’inquinamento, tutelare le risorse idriche. Ma anche promuovere una transizione verde che sia socialmente giusta, creare una rete di trasporti transeuropei verdi e aumentare la sicurezza energetica dell’Europa tramite la diversificazione delle forniture e soprattutto l’investimento sulle rinnovabili.

Salute

Sul tema della salute si è parlato di educazione alimentare e scambio dei dati sanitari a livello europeo, di produzione interna dei medicinali (la lezione della pandemia, con l’Ue costretta ad acquistare i vaccini all’estero, è ancora viva), di finanziamento della ricerca e dell’innovazione scientifica. Ma anche la definizione di un approccio olistico al concetto di salute (anche mentale) e l’introduzione in termini legali di un diritto alla salute che garantisca l’accesso paritario e universale ad un’assistenza sanitaria di qualità.

Economia

È ricco anche il tavolo dei temi economici e di giustizia sociale: da salario e pensione minimi obbligatori a livello europeo a un “ecoscore” per valutare l’impatto ambientale dei prodotti che consumiamo, dalla crescita sostenibile alla riforma della governance economica dell’Ue, dall’introduzione di standard sociali negli accordi commerciali con Paesi terzi (ad esempio sullo sfruttamento del lavoro minorile) al rafforzamento del mercato unico, con particolare attenzione alle Pmi. Sempre promuovendo la parità di genere, l’occupazione e l’inclusione sociale. E senza dimenticare di armonizzare e coordinare le politiche fiscali dei Ventisette, eliminando pure i paradisi fiscali.

L'Ue nel mondo

Quanto al ruolo dell’Ue nel mondo, le parole d’ordine sono state naturalmente autonomia strategica e indipendenza, declinate in vari ambiti. Da quello energetico, dove vanno diversificate le forniture (rigorosamente comuni), a quello delle catene di approvvigionamento, che devono accorciarsi per investire in Europa nei settori strategici. E la politica estera? Va abolito il voto all’unanimità, per rendere l’Unione un attore internazionale credibile. Ed è rimasta la menzione, per quanto vaga, alle “forze armate congiunte” dell’Ue, nel contesto della Bussola strategica in discussione a Bruxelles.

Diritti

Le misure proposte relativamente a valori, diritti e sicurezza si focalizzano sulla creazione di una sfera pubblica europea, sulla protezione dello Stato di diritto e sulla tutela dei dati personali e della privacy. Si parla di contrasto alla disinformazione e alle fake news, da effettuare anche tramite il rafforzamento del circuito mediatico europeo, e di cybersecurity, in cui rientrano tanto i crimini online quanto le ingerenze straniere (come quelle dei bot russi).

Digitale

Continuando sulla scia informatica, il gruppo della trasformazione digitale ha chiesto l’accesso a internet per tutti (un “diritto fondamentale”), da realizzare tramite infrastrutture digitali europee (compresi il 5G e il 6G) dove la concorrenza sia leale ed aperta per prevenire i monopoli. Anche i servizi pubblici dovranno essere digitalizzati sempre più, mentre andrà migliorata l’interoperabilità dei sistemi non solo a livello nazionale ma anche transfrontaliero. La società digitale europea dovrà essere sicura e resiliente: a partire dall’alfabetizzazione informatica dei suoi membri per finire con il rafforzamento del mandato dell’Europol per contrastare la criminalità online.

La riforma dei Trattati

Ma non sono mancate le proposte di riforma istituzionale. Parlando di democrazia europea va menzionata la richiesta di introdurre referendum paneuropei e liste transnazionali per le elezioni degli eurodeputati (proposta già fatta propria da Strasburgo), così come il riconoscimento del diritto d’iniziativa legislativa al Parlamento e l’elezione diretta (o tramite il sistema dei “candidati di punta”) del presidente della Commissione. C’è inoltre l’abolizione quasi totale del voto all’unanimità in seno al Consiglio, il cambio del nome delle istituzioni e l’adozione di una Costituzione europea.

Migranti

Un altro tema caldo è poi quello delle migrazioni. Il gruppo di lavoro ha affrontato le criticità legate alla migrazione tanto legale quanto irregolare. Per la prima si è parlato di migliorare l’accesso dei migranti al mercato del lavoro Ue, semplificare le procedure di accoglienza e definire un sistema integrato di individuazione delle qualifiche e competenze di cui le varie aree europee hanno più carenza (anche per contrastare la fuga dei cervelli). Quanto alla seconda, si è ribadito l’impegno per cooperare allo sviluppo economico nei partenariati e per proteggere meglio le frontiere esterne dell’Unione tramite un ripensamento dell’agenzia Frontex, che va resa più trasparente e responsabile. E c’è, naturalmente, il discorso sull’asilo comune: condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri, solidarietà e ridistribuzione dei richiedenti asilo in un sistema che vada oltre il regolamento di Dublino.

Istruzione e cultura

Infine ci sono le proposte relative all’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport. Queste puntano verso la creazione di uno “spazio europeo dell’istruzione inclusivo”, che consenta l’equivalenza dei diplomi e delle esperienze formative e abbia uno zoccolo duro di educazione civica, digitale, ambientale e scientifica. Si richiede una forte attenzione sui bisogni dei giovani, integrandoli nel mondo del lavoro (con un migliorato orientamento professionale e il divieto dei tirocini non retribuiti) e nella cittadinanza attiva (con più occasioni di partecipazione e il voto a 16 anni per le elezioni europee). E per rafforzare l’identità europea nel rispetto delle diversità nazionali sono incoraggiati programmi di scambio sia formativi che professionali, nonché la promozione del multilinguismo e dello sport come strumento di crescita fisica e valoriale.

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