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Venerdì, 31 Maggio 2024
La legge

Le città fuorilegge con i nuovi limiti anti smog: si potrà chiedere il risarcimento

Approvata la legge che stabilisce soglie più basse per particolato e anidride carbonica. I cittadini avranno diritto al risarcimento se le autorità locali non le faranno rispettare

Limiti e obiettivi più rigorosi per le città italiane dove lo smog fa da padrone. Sono stati approvati il 24 aprile dal Parlamento europeo, che ha adottato una direttiva con nuove misure per migliorare la qualità dell'aria ed eliminare i danni per la salute umana, così come per l'ambiente. La normativa impatterà soprattutto il Nord Italia, in particolare Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, dove sistematicamente vengono sforate le soglie di allarme e dove più gravi sono state finora le conseguenze per la salute dei cittadini, con migliaia di morti. In queste regioni sono localizzate numerose città con l'aria peggiore d'Europa, che vi segnaliamo alla fine di quest'articolo, e che saranno tenute ad adottare politiche pubbliche incisive per soddisfare i nuovi limiti. 

Le particelle pericolose

L'obiettivo fissato è quello dell'inquinamento atmosferico "zero" nel 2050 in tutta l'Unione Europea. Per raggiungerlo Bruxelles ha fissato soglie più basse all'inquinamento atmosferico. Il testo è passato a Strasburgo grazie a 381 voti favorevoli, mentre 225 sono stati quelli contrari e 17 le astensioni. La direttiva stabilisce limiti e obiettivi più rigorosi per il 2030 per gli inquinanti con gravi ripercussioni sulla salute umana, tra cui il particolato (PM2.5, PM10), NO2 (anidride carbonica) e SO2 (anidride solforosa). Per i due inquinanti con il più alto impatto documentato sulla salute umana, PM2,5 e NO2, i valori limite annuali devono essere più che distanti da 25 g/m3 a 10 g/m3 e da 40 g/m3 a 20 mc rispettivamente. 

Perché lo smog è una minaccia per la nostra salute e potrebbe non esistere una "soglia sicura"

Termini posticipati per le regioni più inquinate

Sotto la pressione delle aree più inquinate d'Europa, tra cui rientra la Padania, la Catalogna e alcune aree della Polonia, è stata creata una sorta di scappatoia. Gli Stati membri potranno chiedere che il termine per il 2030 sia posticipato di un massimo di dieci anni, se sono soddisfatte condizioni specifiche. Le amministrazioni locali e nazionali dovranno dimostrare di stare muovendosi "nella giusta direzione" con politiche idonee sul lungo periodo a raggiungere i risultati concordati. "Dopo il 2030 i cittadini europei avranno la metà dell'inquinamento atmosferico ammissibile adesso", ha sintetizzato in conferenza stampa Javi Lopez, relatore della direttiva e membro del gruppo dei Socialisti & democratici.  

In tribunale per troppo smog 

La novità più importante riguarda i possibili risarcimenti nel caso in cui le autorità locali e nazionali non rispettino le nuove norme di applicazione della direttiva. Le persone colpite dall'inquinamento atmosferico potranno intraprendere azioni legali e ricevere un risarcimento se la loro salute è stata danneggiata. L'accesso alla giustizia verrà garantito non solo ai singoli cittadini, ma anche alle Ong ambientaliste. Al fine di rendere più efficaci le misure saranno istituiti più punti di campionamento della qualità dell'aria nelle città e gli indici di qualità dell'aria, attualmente frammentati in tutta l'UE, diventeranno comparabili, chiari e disponibili al pubblico. Sarà quindi più semplice confrontare i livelli di smog nei vari Paesi membri così come tra città dello stesso Stato.

Standard da rivedere

Entro il 31 dicembre 2030 gli standard di qualità dell'aria verranno riesaminati e questo avverrà in seguito almeno ogni cinque anni. Gli aggiornamenti avranno luogo sia sulla base di nuovi risultati scientifici, che seguendo le linee guida sulla qualità dell'aria dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In caso di superamento dei limiti, oltre ai piani per la qualità dell'aria, gli Stati membri saranno tenuti ad elaborare una tabelle di marcia entro il 31 dicembre 2028, in cui verranno definite misure a breve e lungo termine per conformarsi ai nuovi valori limite 2030 proposti dal Parlamento.

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"Negli ultimi dieci anni circa seimila bambini sono morti a causa di conseguenze direttamente connesse all'inquinamento dell'aria", ha ricordato Lopez nel corso della conferenza stampa seguita al voto. "Questa direttiva riguarda anche un discorso economico, perché l'inquinamento ha un impatto sui budget pubblici e sui servizi pubblici, si tratta inoltre di una questione di giustizia climatica, perché altrimenti non avremmo diritto alla stessa aria", ha ricordato il relatore spagnolo.La nuova normativa andrà a toccare svariate città italiane.

Le città italiane con l'aria peggiore

In cima alla speciale classifica elaborata dall'Agenzia europea per l'ambiente dedicata alle città più inquinate d'Europa, troviamo in cima Cremona, in Lombardia. Dietro si piazzano Padova, Vicenza e Venezia, tutte in Veneto, seguite da Brescia, Piacenza e Bergamo. Sono segnalate con un pallino giallo, che indica una qualità dell'aria "povera", anche Asti, Verona e Treviso. Subito dietro c'è Milano. Nonostante le deroghe che l'Ue ha previsto, ci sarà tanto da lavorare sulla dimensione dei trasporti, della massiccia presenza di allevamenti intensivi e dell'industria, per riuscire a rientrare nei nuovi limiti fissati dall'Ue.

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