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Sabato, 18 Maggio 2024
Premio assenteismo

Il deputato pagato dal Parlamento da tre anni per restare in carcere

Il greco Ioannis Lagos continua a lavorare da remoto mentre sconta la pena per aver fondato un'organizzazione di estrema destra

La IX legislatura del Parlamento europeo si sta avviando alla fine, e così stanno emergendo molti dati relativi ai suoi protagonisti e al lavoro svolto in cinque anni di mandato. E anche al lavoro non svolto, vale a dire le votazioni mancate. In questa peculiare classifica di assenteismo a Strasburgo, c'è un vincitore indiscusso, certificato dal quotidiano belga Politico. E il motivo delle sue tante assenze è piuttosto inusuale: il deputato in questione si trova in carcere da più di tre anni. 

Il suo nome è Ioannis Lagos, ha 51 anni ed è uno dei fondatori del partito neo-nazista greco Alba dorata, che è considerata una formazione criminale dalle autorità di Atene. Eletto all'Eurocamera nel maggio 2019, nel novembre dello stesso anno ha fondato un'altra entità politica che è di fatto una costola di Alba dorata e si chiama Coscienza nazional-popolare. 

Ma nell'ottobre del 2020 è stato condannato nel suo Paese a 13 anni di reclusione proprio per la fondazione di Alba dorata, nelle fila della quale peraltro ha ricevuto l'investitura da eurodeputato (Lagos fa parte del gruppo dei "non iscritti"). Da quando l'Aula di Strasburgo gli ha revocato l'immunità sette mesi dopo, nell'aprile 2021, continua a fare il parlamentare europeo da una cella in Grecia. In meno di due anni di attività all'Eurocamera, Lagos è riuscito a collezionare due "cartellini rossi", venendo sospeso due volte (con sanzioni di quasi 5mila euro totali) per aver usato un linguaggio offensivo nei confronti dei migranti e delle minoranze nel suo Paese. 

L'incarcerazione ha dunque avuto un effetto determinante sulle sue presenze all'emiciclo: secondo i dati raccolti da Politico, Lagos ha mancato quasi il 62% (61,9% per la precisione) delle votazioni in sessione plenaria. E il diretto interessato ha definito il suo arresto come politicamente motivato: "La mia incarcerazione aveva proprio questo scopo: impedirmi di svolgere il mio mandato al Parlamento europeo", ha dichiarato l'eurodeputato greco al quotidiano belga. 

In realtà, come dicevamo, Lagos continua a lavorare come parlamentare dalla sua cella, inviando interrogazioni alla Commissione di Bruxelles e emendamenti alle leggi in discussione all'Eurocamera fino almeno a febbraio 2022. E a percepire quasi 15mila euro mensili tra stipendio e altri benefit di cui godono gli europarlamentari. Grazie al sistema introdotto dall'Aula per votare a distanza durante la pandemia, il deputato è anche riuscito a partecipare ad alcune votazioni. 

Ma Lagos non è l'unico membro del Parlamento europeo ad aver avuto guai con la giustizia talmente grossi da impedirgli di partecipare ai lavori dell'Aula, almeno in presenza. Spiccano almeno altri tre nomi, tutti collegati alle investigazioni relative allo scandalo del Qatargate: l'ex-vicepresidente dell'assemblea Eva Kaili (connazionale di Lagos), il belga Marc Tarabella e l'italiano Andrea Cozzolino, tutti e tre membri del gruppo dei Socialisti (S&D). 

Se invece guardiamo ai dati delle votazioni mancate in generale, prendendo dunque in considerazione tutte le motivazioni (e non solo gli arresti), scopriamo che il secondo eurodeputato in termini di assenze è il socialista romeno Claudiu Manda, che ha saltato il 43,6% dei voti di questa legislatura. Medaglia di bronzo per Tamás Deutsch, deputato ungherese di Fidesz (il partito del premier Viktor Orbán che siede tra i non iscritti) che ha mancato il 33,8% delle sessioni di voto. Un collega di partito di Deutsch, András Gyürk, ha saltato il 31,9% dei voti.

La top 10 degli eurodeputati assenteisti nella IX legislatura (fonte: Politico)

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