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Su Gaza l'Ue lascia ancora le mani libere a Israele

Al Consiglio Affari Esteri si discuterà del conflitto in Medio Oriente ma Bruxelles non sembra intenzionata a fare alcun tipo di pressione su Tel Aviv, nonostante la situazione catastrofica della Striscia

Next, la newsletter di Europa Today che vi racconta cosa bolle in pentola nella settimana europea a venire, a cura di Alfonso Bianchi e Francesco Bortoletto (per commenti, suggerimenti o critiche scrivete ad alfonso.bianchi@citynews.it).

In cima all'agenda

Ue su Gaza ferma da 4 mesi - L'Unione europea non sembra interessata a provare a influire in alcuni modo nel conflitto a Gaza e preferisce restare a guardare e lasciare completamente le mani libere a Israele. L'Alto rappresentante per la politica Estera, Josep Borrell, sta provando a spingere i Paesi membri ad avere una posizione più decisa per provare a fermare la guerra, ma con scarsi risultati. Di fatto la posizione dell'Ue è bloccata alle conclusioni del Consiglio europeo del 15 ottobre, quattro mesi fa, quando il conflitto era appena iniziato. Il capo della diplomazia comunitaria ha rilasciato una dichiarazione chiedendo a Tel Aviv almeno di non attaccare Rafah, ma questa dichiarazione non sarà fatta propria dal Consiglio Ue per l'opposizione di un Paese, l'Ungheria di Viktor Orban.

Coloni estremisti intoccabili – Il tema sarà discusso comunque al Consiglio Affari Esteri di lunedì 19 febbraio, ma in ogni caso al di là delle dichiarazioni i Ventisette non sono intenzionati a porre alcun tipo di pressione su Tel Aviv, e addirittura non imporranno nemmeno delle sanzioni contro i coloni estremisti della Cisgiordania, un provvedimento più che altro simbolico, già approvato dagli Usa due settimane fa, ma contro cui si stanno schierando sia l'Ungheria che la Repubblica ceca.

La (inutile) lettera di Spagna e Irlanda – Spagna e Irlanda sono i due Paesi che più stanno spingendo per una linea dura in Europa per provare a fermare gli attacchi di Israele a Gaza, che hanno fatto in 4 mesi più vittime civili di due anni di guerra in Ucraina. Madrid e Dublino hanno inviato una lettera alla Commissione in cui chiedono di valutare se Israele sta violando diritti umani nella Striscia, chiedendo in quel caso di rivedere l'accordo di associazione con il Paese. Ma per una decisione del genere ci vorrebbe l'unanimità in Consiglio o, per rivedere solo alcuni capitoli del Patto, almeno la maggioranza qualificata. In entrambi i casi i numeri in Consiglio non ci sono.

Altri temi caldi

Connettività – Mercoledì 21 febbraio la vicepresidente e commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager presenterà il pacchetto sulla connettività delle reti infrastrutturali digitali, un anno dopo la sua iniziale proposta nel febbraio 2023. La spina dorsale della rivoluzione digitale voluta da Bruxelles è il Gigabit infrastructure act, un regolamento che disciplina lo sviluppo delle reti ad alta capacità (come il 5G) nel Vecchio continente, armonizzando contemporaneamente il quadro normativo tra i Paesi Ue.

Meno concorrenza ma internet più veloce – Questo regolamento potrebbe allentare le norme contro le fusioni nel settore delle telecomunicazioni mobili, ritenendo che la frammentazione del settore potrebbe incidere sulla capacità degli operatori di raggiungere la scala necessaria per investire nelle reti del futuro, in particolare in vista dei servizi transfrontalieri.

Programma europeo di difesa – Tra i temi più caldi nell'agenda europea c'è la questione della sicurezza, tornata drammaticamente alla ribalta negli ultimi due anni a seguito dell'aggressione russa dell'Ucraina e della nuova eruzione del conflitto in Medio Oriente, che si era creduto sopito. Per questo il Consiglio (nelle formazioni Affari esteri e Affari generali) discuterà della imminente proposta della Commissione di istituire un programma europeo per gli investimenti nella difesa (Edip nell'acronimo inglese), per facilitare un approccio coordinato dei Ventisette per lo sviluppo di progetti comuni di difesa nonché di appalti congiunti nel settore militare, per unire le forze e rafforzare la sicurezza collettiva degli Stati membri.

Stato di diritto – Martedì 20 febbraio si riunirà il Consiglio Affari generali, dove sul tavolo dei ministri dei Paesi membri ci saranno due portate principali. La prima sarà una discussione sui progressi compiuti dalla Polonia in merito alla cosiddetta procedura da articolo 7 che è stata lanciata nei suoi confronti nel 2017. Il nuovo governo di Varsavia guidato da Donald Tusk vuole aggiornare le altre cancellerie sulle misure che sta prendendo per ripristinare lo Stato di diritto nel Paese dopo otto anni di governo degli ultraconservatori del PiS, accusati da Bruxelles di aver ridotto gli spazi di democrazia. 

Relazioni esterne – Il secondo piatto conterrà invece delle anticipazioni sul summit Ue del 21-22 marzo, dove si discuterà soprattutto di guerra in Ucraina, crisi mediorientale e strategia di difesa europea. Durante la colazione informale si terrà uno scambio con il premier della Bosnia-Erzegovina, invitato dalla delegazione austriaca. 

Carbon removal – Lunedì 19 febbraio i negoziatori di Parlamento e Consiglio dovrebbero raggiungere l'intesa sull'introduzione di una certificazione europea per i sistemi di rimozione del carbonio che dovranno essere impiegati nei prossimi anni per centrare l'obiettivo della neutralità climatica entro la metà del secolo. L'intento è di dare maggiore chiarezza al settore, catalizzando gli investimenti privati e stabilendo standard ancora più elevati nella legislazione climatica a livello internazionale.

Qualità dell'aria – Sempre in tema Green deal, martedì 20 è atteso anche l'accordo tra i co-legislatori sulle nuove misure per contrastare l'inquinamento atmosferico, soprattutto per quel che riguarda gli inquinanti più dannosi (Pm2,5, Pm10, NO2, SO2 e O3). Le nuove regole dovrebbero includere criteri armonizzati per l'analisi della qualità dell'aria in tutti gli Stati membri, nonché l'obbligo di predisporre delle tabelle di marcia per ridurre progressivamente la quantità di sostanze nocive presenti nell'atmosfera.

Macchine mobili – Mercoledì 21 dovrebbe essere la volta dell'accordo provvisorio sul regolamento che disciplina le cosiddette "macchine mobili non stradali", cioè i mezzi pesanti che non circolano abitualmente sulle strade ma che occasionalmente devono farlo, quali macchine agricole e altre attrezzature da lavoro come betoniere e simili. Le nuove norme prevedono standard di sicurezza specifici (incluso un unico sistema di omologazione in tutti gli Stati membri) e una serie di equipaggiamenti che devono essere presenti su queste macchine quando utilizzano le infrastrutture stradali pubbliche.

La capitale dell'anti riciclaggio – Giovedì 22 febbraio, con una votazione congiunta, Parlamento e Consiglio Ue decideranno quale città ospiterà L'Anti-Money Laundering Agency (Amla) l'agenzia per la lotta al riciclaggio di denaro, il cui staff di 400 persone supervisionerà direttamente i controlli sul denaro sporco in 40 grandi banche finanziarie. Roma è tra le candidate insieme a Parigi, Francoforte, Madrid, Vilnius, Vienna, Bruxelles, Riga e Dublino.

Codice doganale Ue – Giovedì 22 febbraio la commissione Mercato interno adotterà la sua posizione sulla revisione del sistema doganale dell'Ue, per metterlo al passo coi tempi e fare in modo che tega conto della crescita degli acquisti online, soprattutto da Paesi non appartenenti all'Ue, nonché dei cambiamenti legati alla legislazione sulla sicurezza dei prodotti e sulla protezione dell'ambiente, del benessere degli animali e dei diritti umani. La revisione prevede, tra le altre cose, l'istituzione di un'Autorità doganale dell'Ue.

Consiglio Ue

Trasporti - Lunedì 19 e martedì 20 Febbraio in Belgio, Paese con la presidenza di turno dell'Ue, si terrà il Consiglio informale Trasporti. La discussione verterà principalmente sul monitoraggio e la valutazione del Transition Pathway for Tourism.

Economia - Sempre in Belgi dal giovedì 22 a sabato 24 Ecofin informale. La consueta riunione dell'Eurogruppo sarà invece venerdì 23, con i 20 Paesi che hanno la moneta unica che discuteranno del futuro dei mercati finanziari e dei capitali europei.

Il cammino della Georgia verso l'Ue - L'ottava riunione del Consiglio di associazione Ue-Georgia si terrà a Bruxelles martedì 20 febbraio. Il primo ministro Irakli Kobakhidze guiderà la delegazione di Tbilisi, con l'incontro che sarà incentrato sul percorso di adesione dopo l'ok di dicembre allo status di Paese candidato, ma anche sul dialogo politico e sulle riforme, sulla cooperazione economica e settoriale, sul commercio e sulle questioni connesse e sulla risoluzione pacifica dei conflitti.

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