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Domenica, 19 Maggio 2024
Economia circolare

L'Europa "prolunga" la vita dei cellulari: arriva il diritto alla riparazione

Via libera del Parlamento europeo alla direttiva che obbliga le imprese a garantire la riparabilità dei loro prodotti. Meno costi per i consumatori e stretta sui rifiuti elettronici tra gli obiettivi della nuova legge

I consumatori del mercato unico potranno finalmente far valere il proprio diritto a riparare i prodotti acquistati che si rompono, anziché buttarli e aggravare ulteriormente il già enorme problema che l'Ue ha con i rifiuti. 

L'Eurocamera ha dato il via libera martedì 23 aprile alla direttiva che introduce il cosiddetto diritto alla riparazione, un concetto chiave nella realizzazione di un'economia realmente circolare nel blocco, con un voto plebiscitario che ha visto 584 deputati favorevoli, 3 contrari e 14 astenuti. Le nuove norme, concordate dai co-legislatori lo scorso febbraio, mirano a contrastare l'obsolescenza programmata dei prodotti di consumo e a tutelare tanto l'ambiente quanto gli stessi consumatori, permettendo a questi ultimi di non buttare i loro apparecchi appena si rompono e risparmiando al pianeta la produzione di una quantità insostenibile di rifiuti. 

In concreto, la legge impone nuovi obblighi in capo alle aziende produttrici per garantire ai consumatori l'accessibilità dei servizi di riparazione, sia in termini di facilità che di costi, con l'obiettivo di prolungare il ciclo di vita dei prodotti e incentivare una cultura di riuso e riciclo anche nella cittadinanza. Le merci in garanzia legale beneficeranno di un'ulteriore estensione di un anno, incentivando ulteriormente il consumatore a scegliere la riparazione anziché la sostituzione; ma anche quando questa garanzia sarà scaduta, i fabbricanti dovranno comunque garantire la riparazione almeno per quanto riguarda i prodotti domestici più comuni come elettrodomestici e smartphone.

Questo significa che i pezzi di ricambio dovranno essere forniti dai produttori, i quali dovranno anche evitare di ricorrere a clausole contrattuali o tecniche (tanto di hardware quanto di software) che in qualche modo ostacolino la riparazione. E non potranno impedire ai consumatori di ricorrere a pezzi di ricambio di seconda mano o stampati in 3D da riparatori indipendenti. 

Per facilitare le procedure di riparazione, verrà creata un'apposita piattaforma europea online con ventisette sezioni nazionali per aiutare i consumatori a trovare i centri che forniscono questi servizi (inclusa la vendita di prodotti ricondizionati e la cernita di articoli difettosi, nonché le riparazioni gestite dalle comunità come i cosiddetti repair café) a livello locale. Per i consumatori sarà inoltre disponibile un modulo, in un'unica versione per tutti i Ventisette, grazie al quale potranno valutare e confrontare i servizi di riparazione.

Gli Stati membri dovranno infine attuare delle strategie per promuovere la cultura e la pratica della riparazione: ad esempio attraverso buoni d'acquisto, fondi per i servizi di riparazione, campagne informative, corsi di riparazione domestica o sostegno agli spazi di riparazione gestiti dalle comunità.

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