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Sabato, 18 Maggio 2024
Economia circolare

I vestiti avranno un "passaporto digitale": cos'è e come funziona

Il Parlamento dà l'ok alle norme sulla progettazione ecocompatibile, per rendere più consapevoli le scelte di acquisto dei consumatori nel mercato unico

Le regole sul passaporto digitale dei prodotti diventeranno legge. Grazie alle nuove norme, i consumatori saranno in grado di sapere al momento dell'acquisto quanto è sostenibile l'articolo che stanno comprando: quanta energia ha richiesto, quante emissioni ha rilasciato, quanti materiali inquinanti contiene e così via. 

Martedì 23 aprile, durante la sessione fiume di votazioni all'ultima plenaria dell'Europarlamento in corso a Strasburgo, gli eurodeputati hanno approvato in via definitiva le nuove norme sulla progettazione ecocompatibile con una larghissima maggioranza (455 voti a favore, 99 contrari e 54 astenuti). La Camera blinda così un altro pezzo della legislazione che pone le basi per l'economia circolare, sulle basi della proposta della Commissione del marzo 2022, in attesa del via libera finale degli Stati membri al Consiglio. 

Il testo introduce nuovi criteri di sostenibilità per fare sì che i prodotti sugli scaffali dei supermercati siano più durevoli e affidabili, più facili da riutilizzare, aggiornare, riparare e riciclare; tra gli obiettivi anche un utilizzo più considerato di risorse, energia e acqua nella loro produzione per limitare gli impatti ambientali. 

Tra le novità del regolamento c'è poi l'introduzione di un cosiddetto "passaporto digitale" dei prodotti: una sorta di identikit delle merci che dovrà contenere tutte le informazioni (accurate e aggiornate) utili ai consumatori per effettuare scelte di acquisto consapevoli. Tali dati dovranno essere consultabili su un sito web gestito dalla Commissione, attraverso il quale sarà possibile confrontare i passaporti di varie tipologie di prodotti. 

Inoltre, le nuove norme vietano specificamente la distruzione di vestiti, calzature e accessori rimasti invenduti: questa imposizione sarà valida a partire da due anni dopo l'entrata in vigore del regolamento per le grandi imprese, mentre le Pmi potranno godere di una finestra di sei anni per l'adeguamento delle proprie pratiche alle nuove regole. La Commissione dovrà aggiungere ulteriori categorie di merci a cui applicare il divieto di distruzione delle partite invendute. 

L'Aula ha chiesto all'esecutivo comunitario di dare priorità, nello sviluppo di requisiti specifici per ogni categoria di prodotti, ad una serie di merci che include i materiali metallici, tessili (soprattutto indumenti e calzature), mobili, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e altri prodotti chimici.

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