Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Lavoro

Salario minimo innalzato di 100 euro al mese: il regalo di Orban agli ungheresi in vista delle elezioni

Il premie ha annunciato nuove misure finanziarie, tra cui la restituzione di quasi 2 miliardi di tasse alle famiglie

Cento euro in più in busta paga e quasi due miliardi di tasse restituite alle famiglie. Con questi due provvedimenti Viktor Orbán punta ad aumentare i propri consensi in vista delle elezioni ungheresi che si terranno nella primavera del prossimo anno. L'annuncio è arrivato dallo stesso premier magiaro che parlando in Parlamento si è impegnato a rimborsare alle famiglie circa 1,7 miliardi di euro a partire da febbraio, mentre già dal primo gennaio ha spiegato che verrà aumentato il salario minimo di 32mila fiorini, appunto circa 100 euro. Orban aveva già concesso generose sovvenzioni per la ristrutturazione della casa, e sempre questo mese ha esteso una moratoria sui rimborsi dei prestiti per i gruppi vulnerabili fino alla metà del 2022. Il leader di Fidezs ha sostenuto che la ripresa post-pandemica continuerà a ritmi sostenuti (ha parlato di un +5,5% sul Pil), il che garantirebbe un margine di manovra in bilancio sufficiente per finanziare entrambe le due nuove proposte. La scorsa settimana l’Ungheria ha anche raccolto sui mercati internazionali 4,4 miliardi di euro, per poter iniziare la ripresa nell’attesa che vengano sbloccati i finanziamenti del Next Generation EU.

Il salario minimo

Come riportato da Reuters, oggi l’ammontare dello stipendio minimo garantito da Budapest ai lavoratori non qualificati si attesta sui 167.400 fiorini ungheresi al mese (circa 470 euro). Ora arriverà a 200mila, il che significa che l’aumento proposto dal governo sfiora dunque il 20 per cento. Recentemente, gli aumenti del salario minimo sono stati costanti in Ungheria: quattro punti percentuali l’anno scorso, circa il doppio per i due anni precedenti. Quando Orbán è salito al potere, nel 2010, il lo stipendio minimo era di solo circa 270 euro: nel complesso, dunque, c’è stato un aumento di ben il 75 per cento in dieci anni. A livello europeo, quello ungherese resta comunque il terzultimo salario minimo: fanno peggio solo Romania e Bulgaria (ma ovviamente si deve tenere in considerazione anche il costo della vita di queste nazioni). Questo senza considerare, naturalmente, gli Stati Ue in cui una simile misura non esiste: sono in tutto sei, e tra questi figura anche l’Italia.

Meno tasse alle imprese

Prima di confermare l’aumento dei salari, il governo ha dovuto ottenere l’appoggio del mondo economico, e soprattutto delle piccole e medie imprese che verrebbero maggiormente danneggiate da questo intervento, poiché i costi del lavoro si alzerebbero senza un corrispondente guadagno aggiunto per le compagnie. Orbán ha dunque concesso delle detrazioni fiscali alle aziende per evitare che la misura provocasse un contraccolpo sociale. Contemporaneamente, dovrebbe entrare in vigore un’esenzione dalle tasse sul reddito per chi ha meno di 25 anni, mentre dovrebbero vedere un rialzo anche le pensioni per arginare gli effetti dell’inflazione, tra le più alte d’Europa.

Dio, patria, famiglia

La misura di rimborso alle famiglie dovrebbe interessare poi, secondo le stime del governo, una platea di quasi due milioni di genitori per un totale di 600 miliardi di fiorini (circa 1,7 miliardi di euro).Orbán ha sempre difeso con forza i valori cristiani e, in particolare, l’istituzione della famiglia tradizionale come cellula fondamentale della società. Allo stesso tempo il premier ungherese ha lanciato da tempo una crociata contro quella che dipinge come la follia degenerata delle élite liberali di Bruxelles, che vorrebbero imporre sul popolo ungherese la “dittatura del gender” attraverso la tutela delle comunità Lgbt+. Proprio lo scorso giugno il parlamento ha approvato una legge che vieta la 'propaganda gay', su cui ha anche indetto un referendum. La legge impedisce di “mettere a disposizione dei minori un contenuto che presenta qualsiasi rappresentazione della sessualità fine a se stessa, qualsiasi deviazione dall'identità corrispondente al proprio sesso assegnato alla nascita, cambio di sesso o promozione dell’omosessualità”. In risposta la Commissione europea ha lanciato una procedura di infrazione e sta rallentando l’approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ungherese, dalla quale dipende l’erogazione dei fondi europei del Recovery Fund.

Elezioni competitive

La mossa del governo di Budapest sembra pensata per dare una scossa ai consensi, visto che per la prima volta da oltre un decennio secondo i sondaggi, il partito conservatore del premier, Fidesz, potrebbe non ottenere la maggioranza plebiscitaria cui si era ormai abituato. Molti sondaggi lo danno infatti in sostanziale parità con la lista unitaria dell’opposizione, sotto la quale tutti gli altri partiti, dalla destra alla sinistra, si sono riuniti per scalzare il premier in carica ormai dal 2010. Finora, il partito di Orbán ha potuto contare su una forte maggioranza parlamentare, che è riuscito a mantenere anche ritoccando le regole elettorali e grazie alla quale ha potuto perfino modificare la costituzione, impresa che difficilmente riuscirà a qualunque coalizione gli dovesse succedere.

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