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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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L’Ue difende i vaccini: “Salvano vite, ma da soli non bastano. Nuova ondata spinta da non vaccinati”

Parla la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides: “Il Green pass è una storia di successo, ci ha permesso di lavorare”

Chi pensa che la nuova ondata di coronavirus che sta colpendo l’Europa ridimensioni l’importanza della vaccinazione si sbaglia di grosso. A sostenerlo con forza è la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, che ieri è intervenuta al Parlamento europeo di Strasburgo. “Stiamo affrontando un'ondata di pandemia principalmente causata dai non vaccinati”, ha detto la commissaria. 

“I numeri in aumento - ha sottolineato nel suo intervento - sono sfortunatamente dovuti all'esitazione vaccinale e abbiamo il dovere di prendere una posizione ferma su questo”. Di fronte ad alcuni eurodeputati che davanti alla recrudescenza della pandemia hanno puntato il dito contro la presunta inefficacia dei vaccini, Kyriakides è stata netta. “L'evidenza scientifica è chiara, i vaccini funzionano e rimangono il mezzo migliore per tenere le persone al sicuro” anche “dalla variante delta”.

“I vaccini stanno facendo quello che dovevano fare: proteggere le persone da forme gravi della malattia ed evitare che perdano la vita”, ha spiegato la politica cipriota, famosa per aver sconfitto due volte il cancro al seno. La campagna vaccinale che nell’Europa occidentale ha raggiunto numeri molto alti “senza dubbio è efficace contro le forme più serie della malattia, incluse quelle che portano al ricovero e al decesso, e questa protezione rimane molto alta” nonostante ci siano prove “di una riduzione della protezione tra gli individui più anziani e con altre patologie”. Tuttavia, ha ammesso la commissaria, “la vaccinazione è necessaria, ma non è abbastanza”. “Bisogna lavorare sulle terapie”, ha avvertito,  “perché le persone continueranno ad ammalarsi e ad avere bisogno di essere curate in ospedale o a casa”. Di qui l’azione della Commissione per mettere assieme un portafogli di “dieci terapie candidate” all'uso negli ospedali Ue, tra le quali ci sono anche i potenti farmaci antivirali e monoclonali. 

Quanto alle possibili contromisure dell’Ue per mettere sotto controllo il virus, la commissaria non si è sbilanciata, ma si è limitata a ribadire il “ruolo importante” che avrà il “certificato Covid di cui possono fare uso i viaggiatori”, meglio noto in Italia come Green pass. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di una data di scadenza al certificato vaccinale per incentivare le terze dosi. Evitando ogni commento sulle indiscrezioni, Kyriakides si è limitata a guardare allo stato dell’arte: “L'uso del Green pass è una storia di successo, non solo perché ci ha permesso di lavorare e di interagire nuovamente” ma anche perché “è stato il punto d'incontro dove la Commissione e gli Stati membri hanno collaborato e hanno dato dei risultati”. Collaborazione che l’esecutivo Ue ha già fatto sapere di voler rafforzare.

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