“No fondi Ue ai corrotti”: i sindaci di Varsavia e Budapest contro i veti dei loro governi al Recovery fund

I primi cittadini delle capitali di Ungheria e Polonia chiedono il pieno rispetto dello stato di diritto e il via libera al bilancio europeo concordato a luglio. In sintonia con gli amministratori locali Ue riuniti nel Comitato delle Regioni

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (destra) e il premier ungherese Viktor Orban. Foto: EPA/MARCIN OBARA

Quella che si sta per concludere passerà alla storia d’Europa come la settimana del veto posto da Ungheria e Polonia all’intero bilancio europeo. I due Governi hanno infatti bloccato la procedura di approvazione del pacchetto finanziario concordato nel lungo summit di luglio con la speranza di eliminare o smussare il meccanismo sulla tutela dello Stato di diritto. Un atteggiamento, quello dei due esecutivi dell’Est Europa, che ha subito forti critiche da parte di quasi tutti gli attori principali della politica europea. E che trova ora anche l’opposizione degli stessi sindaci delle due capitali dei Paesi che si mettono di traverso.

"Un atto suicida"

“È noto da anni che se i principi fondamentali dello Stato di diritto vengono violati, il Governo di Diritto e Giustizia (il partito di maggioranza in Polonia, ndr) dovrà affrontarne le conseguenze. Ed è esattamente ciò che sta accadendo proprio ora davanti ai nostri occhi”. A dirlo è Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia e oppositore del Governo centrale. “Il veto al bilancio di cui la Polonia sarà il maggior beneficiario è semplicemente un atto suicida e oltre la nostra comprensione”, ha aggiunto in una nota diffusa dal Comitato delle Regioni (CdR), l'assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione europea.

"No ai fondi ai corrotti"

"L'Unione europea non dovrebbe finanziare governi corrotti”, ha rincarato la dose Gergely Karácsony, primo cittadino di Budapest. “Le città e le aree metropolitane - aggiunge il sindaco - sono più vicine ai cittadini e meglio posizionate per spendere i soldi in modo responsabile e produttivo per investire in un futuro più verde, più sano e più resiliente”. Di qui la richiesta di attivazione del bilancio Ue. 

L'appello del Comitato delle Regioni

Gli appelli dei due sindaci arrivano nel contesto della richiesta lanciata dagli enti locali rappresentati nel Comitato delle regioni a sostegno dell'urgente necessità di un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine dell'Ue e sul Recovery Fund. Queste risorse, secondo gli amministratori locali dell’Ue, sono vitali per le autorità cittadine e regionali per attuare misure contro l'impatto del Covid-19 e per accelerare la ripresa sostenibile.

In attesa della ripresa

“Stiamo affrontando le gravi conseguenze della seconda ondata”, ha ricordato Apostolos Tzitzikostas, presidente del CdR. “Abbiamo bisogno del bilancio dell’Ue e dei piani di ripresa - come delineato nel compromesso promosso dalla presidenza tedesca del Consiglio Ue - da adottare ora, insieme al meccanismo dello Stato di diritto concordato con il Parlamento europeo, che fornisce un'adeguata protezione ai beneficiari finali”, ha concluso Tzitzikostas.

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