Martedì, 28 Settembre 2021
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Più alto numero di casi dell'Europa occidentale, ma la Svezia chiude solo i ristoranti alle 20:30

Stretta minima del governo di Stoccolma che è restio ad utilizzare i nuovi poteri di cui si è dotato. Per il premier “non c'è una connessione diretta tra le misure più dure e il numero dei contagi”

In Svezia entra in vigore una piccola, nuova stretta per frenare l'avanzata del coronvavirus. Tutti i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle otto e trenta di sera, e potranno continuare a lavorare, se vorranno, solo come take away. Ai tavoli saranno permessi solo gruppi di quattro persone, tranne per chi non ha un accesso indipendente alla propria struttura, ad esempio locali che si trovano all'interno di centri commerciali, in quel caso ogni persona dovrà sedersi al tavolo da sola.

Alto numero di casi

Nonostante abbia la percentuale di contagi, rispetto alla popolazione, più alta dell'Europa Occidentale secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, 435 casi ogni centomila persone, quasi quattro volte della della Germania (123) e quasi il doppio dell'Italia (289), il Paese procede imperterrito con la sua linea soft. Molti contagi sono attribuibili alla variante inglese che, secondo l'epidemiologo di Stato, Anders Tegnell, “è quasi inevitabile” che diventerà predominante. "La situazione è grave in Svezia. Abbiamo un'elevata diffusione dell'infezione e questa continua a crescere", ha detto il premier Stefan Löfven, secondo cui "c'è un grosso rischio di una cosiddetta terza ondata". "Dopo un anno con questo virus, sappiamo che dobbiamo mantenere le distanze. Questa è la misura più efficace per frenare la diffusione del virus", ha continuato il premier nel presentare le misure la scorsa settimana, sottolineando che "non è il momento di rilassarsi. Non deve esserci affollamento, né nelle stazioni di servizio o nei negozi, né da nessuna parte".

Stato di emergenza in Finlandia

Ma il governo non sembra però intenzionato a usare i nuovi poteri di cui si è dotato a gennaio, che permetterebbero a Stoccolma di chiudere del tutto i locali, come ha appena deciso di fare la vicina Finlandia. Nonostante nell'altro Paese scandinavo i casi siano solo 111 ogni 100mila abitanti, la premier Sanna Marin ha deciso di indire di nuovo lo stato di emergenza per evitare una possibile terza ondata, portando anche a sei il numero massimo di persone che si possono incontrare. Le strategie di Helsinki e Stoccolma durante la pandemia di Covid-19 sono state diametralmente opposte, la prima ha scelto la linea dura, la seconda quella leggera. E le differenze si vedono anche nel numero di casi e purtroppo di decessi. In Finlandia, Paese di cinque milioni di abitanti circa, ci sono stati in tutto 58.064 casi e 742 decessi dall'inizio della pandemia. In Svezia, nazione di oltre 10 milioni, ci sono stati 657.309 casi e 12.826 decessi. Certo la situazione geografica e la densità di popolazione hanno avuto sicuramente un ruolo, ma è chiaro che lo ha avuto anche il modo di affrontare la diffusione della malattia.

Il governo crede nella sua linea

I consensi nei confronti del governo svedese sono in calo, ma i cittadini continuano ad appoggiare la strategia basata quasi esclusivamente sulla buona volontà delle persone, strategia che ha permesso alla gente di vivere una vita quasi normale nell'ultimo anno. Parlando al quotidiano britannico Telegraph Löfven ha affermato che il suo governo non è convinto che la scelta di non imporre un lockdown abbia davvero avuto un impatto sulla diffusione del virus. "Non vediamo una connessione diretta tra misure specifiche e risultati", ha detto, aggiungendo che ci sono "Paesi che adottano lo stesso tipo di misure con risultati diversi e altri che con misure diverse raggiungono invece gli stessi risultati".

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