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Il premier portoghese Antonio Costa

Il premier portoghese Antonio Costa

"Olanda fuori dall'Ue", la provocazione del premier portoghese

Costa, che aveva già duramente attaccato le posizioni del governo dell'Aia su Mes e coronabond, rincara la dose in vista del prossimo vertice dei leader europei: "Mi chiedo se possiamo andare avanti tutti insieme o se c'è qualcuno che vuole essere lasciato fuori"

Era già balzato agli onori delle cronache europee per aver definito "ripugnante" la richiesta del ministro olandese delle Finanze Wopke Hoekstra di mettere sotto indagine Ue i bilanci dei Paesi più colpiti dal coronavirus, come Italia e Spagna. E dopo l'accordo all'Eurogruppo, non sembra intenzionato a sotterrare l'ascia di guerra nei confronti del governo dell'Aia: "Dobbiamo sapere se possiamo continuare ad andare avanti con tutti i 27 (Paesi) nell'Unione europea, i 19 (della zona euro, ndr), o se c'è qualcuno che vuole essere lasciato fuori. Naturalmente, mi riferisco ai Paesi Bassi", ha detto il premier portoghese Antonio Costa

In una intervista all'agenzia stampa Lusa, Costa ha difeso il ruolo della Commissione europea durante la crisi, dicendo che ha "agito al massimo delle sue capacità". La responsabilità, ha detto, "spetta al Consiglio (degli Stati membri, ndr)", non a Bruxelles. Ed è li', in sede di Consiglio, che l'Olanda ha già annunciato una battaglia per fermare le richieste sui coronabond da parte di Italia, Spagna e lo stesso Portogallo, tra gli altri. "Non li accetteremo mai", ha detto Hoekstra, che si starebbe opponendo anche a una serie di previsioni del Sure, il fondo anti-disoccupazione promosso dalla Commissione Ue. Un atteggiamento da "falco" che al premier Costa non va proprio giù. Tanto da 'immaginare' un futuro Ue senza l'Olanda.

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