"Ue indaghi sui Paesi che chiedono i coronabond", bufera sul ministro olandese

Le parole del responsabile delle Finanze dell'Aia, Wopke Hoekstra, hanno fatto scattare la reazione del premier portoghese Costa: "Commenti ripugnanti". Insulti anche sulla pagina Wikipedia, dove viene definito 'fascista' e 'clown'

"La Commissione europea dovrebbe indagare sui Paesi" che chiedono i coronabond "per capire i motivi per cui non hanno abbastanza spazi di bilancio per rispondere all'impatto economico della crisi". Sono le parole che, a quanto fatto trapelare a Bruxelles, il ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra avrebbe pronunciato durante l'accesa teleconferenza dell'Eurogruppo del 26 marzo, primo round dello scontro tra i 9 Stati membri (tra cui Italia, Spagna e Francia), che propongono l'emissione di titoli di debito comuni contro la crisi in corso, e il blocco dei Paesi nordici (Germania, Olanda e Austria in testa) che di coronabond non vogliono sentirne parlare. La parole di Hoekstra hanno avuto l'effetto di incendiare un dibattito già teso. Tanto che prima il governo portoghese, poi fonti vicine a Spagna e Francia hanno fatto cicolare sui media tutta la loro indignazione. Arrivata persino su Wikipedia.

Il primo a reagire pubblicamente è stato il premier del Portogallo, il socialista Antonio Costa, che ha definito "ripugnanti" i commenti del ministro dell'Aia. Il governo francese, invece, avrebbe definito il politico olandese "chatelain", il cui significato in italiano è a meta strada tra feudatario e villano. Mentre la ministra degli Esteri spagnola Arancha González si è affidata a Twitter per riassumere la rabbia del suo governo: "Wopke Hoekstra, siamo sulla stessa barca dell'Ue? Abbiamo colpito un iceberg inaspettato. Condividiamo tutti lo stesso rischio in questo momento. Non c'è tempo per le discussioni su chi è il primo della classe. Non è il momento di deludere i nostri cittadini", ha scritto. 

I commenti del ministro olandese hanno scatenato l'indignazione anche di semplici cittadini. E qualcuno si è vendicato su Wikipedia: nella pagina in inglese che racconta la biografia di Hoekstra (economista con un passato nella compagnia petrolifera Shell e nella società di consulenza McKinsey), sono spuntate per alcune ore le parole "fascista" e "clown". Poi rimosse. 

Il premier olandese Mark Rutte non ha voluto rispondere alle polemiche. Ma è chiaro che il ministro non si è mosso senza l'avvallo del governo. La richiesta di una indagine della Commissione Ue per accertare come i Paesi abbiano provveduto a creare delle "riserve finanziarie" negli ultimi anni, con tanto di analisi di accompagnamento sugli errori commessi da chi oggi di riserve ne ha poche, è una chiara risposta provocatoria a quel fronte che accusa proprio l'Olanda, insieme alla Germania, di aver depauperato le casse di altri Stati europei con le politiche di austerity, soprattutto dopo la crisi del 2008.

"Nessuno ha più tempo da perdere ad ascoltare i ministri olandesi delle Finanze dopo che lo abbiamo fatto nel 2009, 2010, 2011 e anche dopo", ha sbottato Costa riferendosi proprio alle discussioni sulle politiche post-2008. "L'ultima cosa che un politico responsabile può fare quando vediamo i drammi in Italia, Spagna e in tutti gli altri Paesi, è non capire che la priorità delle priorità è combattere questo virus", ha concluso il premier di Lisbona.

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