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Martedì, 29 Novembre 2022
Le piste

Sabotaggio al Nord Stream, quali sono le ipotesi sull'accaduto

Sono state lanciate delle indagini, con tre danni in zone differenti delle gasdotto sembra difficile si tratti di incidenti. Ma un eventuale attacco potrebbe non essere mai dimostrato

Dopo la scoperta dei danni alle condutture del Nord Stream nel Mar Baltico sono state lanciate delle indagini per capire quali sono state le cause dell'accaduto. Al momento quasi tutti sono concordi nel sostenere che è molto probabile che si sia trattato di un sabotaggio, e che è difficile sia stato solo un incidente. Ma sarà molto difficile riuscire a provarlo. A destare sospetti innanzitutto il fatto che danni “senza precedenti” si sono verificati tra lunedì e martedì nel giro di 24 ore in tre diverse parti del gasdotto, due più vicine tra loro nella linea 1, e una in un luogo molto più distante nella linea 2. I danni si sono verificati poi proprio mentre veniva inaugurato un altro gasdotto, il Baltic Pipe, che porterà il gas norvegese in Polonia, riducendo la dipendenza dalla Russia. "È chiara la valutazione da parte delle autorità che si tratta di azioni deliberate", ha detto la premier danese Mette Frederiksen. Il giornale tedesco Der Spiegel ha riferito ieri che la Cia avrebbe avvertito la Germania, seppur in maniera vaga, di un possibile attacco russo ai gasdotto in estate.

Il Centro sismologico nazionale svedese (Snsn) dell'Università di Uppsala ha sostenuto che "non c'è dubbio” che ci siano state delle “esplosioni", che sono state registrate dai loro sistemi. Una delle deflagrazioni ha misurato 2,3 gradi della scala Richter, che gli esperti danesi hanno descritto come in linea con quelle di una potente bomba della seconda guerra mondiale. Queste esplosioni si sono verificate nelle zone economiche esclusive di Norvegia e Svezia, un Paese Nato e un Paese candidato all'accesso, molto vicino ma non all'interno delle loro acque territoriali, il che tecnicamente significa che non potrebbero essere considerate un attacco a una nazione dell'Alleanza Atlantica, una cosa a cui un attore internazionale farebbe sicuramente attenzione.

Quant'è importante il Nord Stream

Diversi in Europa hanno lasciato intendere, neanche molto velatamente, che il sospetto numero uno di un eventuale sabotaggio sarebbe la Russia di Vladimir Putin, anche se non è chiaro perché Mosca avrebbe voluto mettere a rischio i gasdotti che insieme ai partner europei ha impiegato anni a costruire e al costo di oltre 20 miliardi. Lo stesso segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha sostenuto che se il sabotaggio venisse confermato "questo chiaramente non sarebbe nell'interesse di nessuno". L'Eurasia Group, una società di consulenza sui rischi, ha previsto che "le molteplici perdite sottomarine significano che nessuno dei due gasdotti probabilmente consegnerà gas all'Ue durante il prossimo inverno, indipendentemente dagli sviluppi politici nella guerra in Ucraina".

Ogni linea del gasdotto è costituita da circa 100mila tubi in acciaio rivestiti di cemento da 24 tonnellate, posati sul fondo marino, le condotte hanno un diametro interno costante di 1,153 metri e le sezioni si trovano a una profondità di circa 80-110 metri. Al momento non sono in funzione in quanto la Russia sospeso i flussi del Nord Stream 1, dando la colpa a difficoltà tecniche causate dalle sanzioni occidentali (mentre l'Ue sostiene che si tratti di una ritorsione contro le sanzioni stesse). Il Nord Stream 2 non è invece mai entrato in funzione, visto che la Germania ha sospeso la sua inaugurazione pochi giorni prima dell'invasione dell'Ucraina.

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Ma come sarebbe avvenuto un eventuale sabotaggio? Una prima ipotesi sarebbe quella dell'utilizzo di droni. Proprio lunedì l’Autorità per la sicurezza petrolifera della Norvegia ha chiesto alle società energetiche di aumentare la vigilanza sui velivoli senza pilota non identificati, dopo che la presenza di diversi droni è stata accertata intorno alle piattaforme offshore norvegesi che forniscono petrolio e gas. Ma un drone capace di creare un danno del genere di certo non può volare con grande facilità senza il rischio essere identificato. Il sabotaggio avrebbe potuto essere stato causato da dei sottomarini, ma anche in questo caso sarebbe molto difficile che dei mezzi subacquei avrebbero potuto viaggiare indisturbati nella zona senza essere scoperti, soprattutto perché nella zona il mare è profondo poco più di 100 metri.

Un'altra ipotesi è che delle mine potrebbero essere state sganciate da battelli commerciali, appositamente modificati, e che le bombe siano state innescate poi dopo a distanza. L'episodio fa tornare alla mente una serie di incidenti che colpirono le petroliere nel Golfo Persico e di Oman tre anni fa, in un periodo di forte tensione tra Stati Uniti e Iran, incidenti accuratamente calibrati per provocare o creare paura, ma non per causare danni profondi. In un caso furono scoperte delle mine patella, attaccate grazie a magneti a una petroliera battente bandiera giapponese, che fecero un buco appena sopra la linea di galleggiamento.

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