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Lunedì, 29 Novembre 2021
La crisi

Il presidente del Consiglio europeo apre ai muri Ue contro i migranti, è polemica

Il belga Michel appoggia le richieste dalla Polonia per fermare i flussi dalla Bielorussia proprio nell'anniversario della caduta del muro di Berlino, e chiede finanziamenti europei

Evocare nuove “barriere fisiche” in Europa alle celebrazioni della caduta del muro di Berlino. Fanno discutere le dichiarazioni di ieri del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, che in un evento a Berlino in occasione del nove novembre, anniversario della caduta proprio della barriera che divideva la capitale tedesca durante la guerra fredda, è tornato a parlare della proposta dei Paesi dell’Est Europa, Polonia in primis, di usare muri e filo spinato per bloccare i migranti in arrivo dalla Bielorussia. Un’apertura all’uso di fondi Ue per nuove barriere che ha spiazzato i più attenti osservatori. 

“Abbiamo aperto il dibattito sul finanziamento da parte dell'Ue delle infrastrutture fisiche alle frontiere”, ha detto ieri il presidente del Consiglio europeo. “Questo problema - ha aggiunto alludendo alla pressione migratoria al confine con il Paese governato da Alexander Lukashenko - deve essere risolto rapidamente perché i confini polacchi e baltici sono confini dell'Ue. Uno per tutti e tutti per uno”, ha concluso Michel, evocando lo slogan dei tre moschettieri. “Stiamo affrontando un attacco brutale e ibrido ai nostri confini dell’Ue”, aveva spiegato Michel nel suo intervento prima del controverso passaggio sul dibattito sui muri. “La Bielorussia sta armando il disagio dei migranti in modo cinico e scioccante”, ha sottolineato l’ex premier belga. “Al nostro ultimo Consiglio europeo abbiamo condannato e deciso di rispondere a questi attacchi" e “abbiamo chiesto alla Commissione di proporre tutte le misure necessarie in linea con il diritto dell'Ue e gli obblighi internazionali”, ha avvertito Michel.

"È legalmente possibile, nell'ambito del quadro legale attuale, finanziare infrastrutture per la protezione dei confini dell'Ue", ha detto oggi, tornando sull'argomento, in conferenza stampa con il premier polacco, Mateusz Morawiecki, proprio in Polonia. Per il presidente "la decisione dev'essere presa dalla Commissione. Vedremo quale sarà il dibattito che già c'è stato durante l'ultimo Consiglio europeo", ha dichiarato, spiegando che bisogna "chiarire cosa sia possibile e cosa no”, tenendo presente che “anche in Lituania hanno 600-700 chilometri con Bielorussia e proteggere quei confini nazionali vuol dire proteggere confini dell'Ue".

Ma la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen “è stata chiara" sulla posizione - contraria – dell'esecutivo in merito alla costruzione di muri con fondi Ue, ha spiegato un portavoce della Commissione, ricordando che "al momento non risulta che le risorse europee siano utilizzate per la costruzione di barriere", ma sottolineando tuttavia come la commissione sostenga finanziariamente "la gestione dei confini esterni, incluse infrastrutture per il monitoraggio dei confini".

“La crisi dei migranti al confine fra Polonia e Bielorussia non può essere affrontata con soluzioni demagogiche e fughe in avanti. Serve responsabilità, in primis dalle Istituzioni europee", è stato il commento di Laura Ferrara, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, che ha invitato Michel "a confrontarsi con il Parlamento europeo sul tema del finanziamento dei muri ai confini dell’Unione europea",dicendosi certa che "su questo tema la maggioranza dei rappresentanti dei cittadini non autorizzerà mai questa linea di bilancio". "Alzare muri e barriere con i fondi europei, e quindi con il contributo anche degli italiani, è una linea rossa che l’Ue non varcherà mai”, ha assicurato la parlamentare. “Michel aveva dimenticato che stava parlando a un evento per commemorare la caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989?”, è stata invece la domanda posta questa mattina da Politico, la testata più influente nell’eurobolla di Bruxelles. 

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