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Sabato, 20 Aprile 2024
Tensione alta / Ucraina

I malumori della Nato verso Zelensky: "Ora sta esagerando"

Il presidente ucraino insiste che il missile caduto in Polonia sia russo, ma gli Alleati cominciano a essere stanchi dei suoi tentativi di coinvolgerli nel conflitto: "Sta distruggendo la nostra fiducia"

Nonostante tutti ormai dicano il contrario, Kiev continua a ripetere che il missile che martedì ha ucciso due persone in un villaggio polacco vicino al confine con l'Ucraina sia "russo", contraddicendo allo stesso tempo Varsavia, gli Stati Uniti e l'intera Nato. "Non ho dubbi che il missile non fosse nostro", ha dichiarato ieri sera Volodymyr Zelensky, sostenendo che l'Ucraina vuole far parte di un gruppo di indagine internazionale sull'incidente. L'insistenza del presidente ucraino sta però infastidendo gli alleati, che sembrano ormai stanchi di questi comportamenti che cominciano ad essere percepiti come dei tentativi di tirare un po' troppo per la giacca l'Alleanza atlantica e costringerla a un sempre maggiore coinvolgimento nel conflitto con la Russia di Vladimir Putin. E i malumori dell'Occidente cominciano ad affiorare con sempre maggiore chiarezza e anche in maniera pubblica e c'è chi dice che "sta esagerando" e che "sta distruggendo" la fiducia nei suoi confronti.

Il messaggio della Nato a Kiev: vi diamo le armi ma non entreremo in guerra

Ieri il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto chiaramente che "non ci sono indicazioni" che quello alla Polonia sia stato un "attacco deliberato" o che Mosca "stia preparando un attacco contro un Paese Nato". Stoltenberg, pur puntando il dito contro la Russia ritenuta la responsabile ultima di questa situazione, ha elogiato la reazione "prudente e responsabile" dei membri dell'alleanza che a suo avviso ha consentito di "evitare un'escalation non necessaria". Le indagini sull'accaduto sono ancora in corso ma il presidente polacco, Andrzej Duda, ha ribadito che gli investigatori ritengono che "molto probabilmente" si sia trattato sì di un missile di fabbricazione russa, ma che non ci sono prove "che sia stato lanciato dalla Russia". La Casa Bianca ha appoggiato la tesi di Varsavia. "Questa esplosione è stata molto probabilmente il risultato di un missile di difesa aerea ucraino che è sfortunatamente atterrato in Polonia", ha dichiarato la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Adrienne Watson.

E il fatto che Zelensky continui a dire il contrario ha infastidito non poche persone. "Non è quello che dicono le prove", si è limitato a dire il presidente americano Joe Biden. Altri sono stati molto più espliciti nelle critiche al leader ucraino. Budapest ha attaccato Zelensky, affermando che sta dando "un cattivo esempio". "In una situazione come questa, i leader mondiali parlano in modo responsabile", ha dichiarato Gergely Gulyas, capo di gabinetto del primo ministro Viktor Orban. Certo l'Ungheria è piuttosto vicina a Mosca, ma non è stata la sola a rompere i muro della solidarietà ad ogni costo con Kiev. "La situazione sta diventando ridicola. Gli ucraini stanno distruggendo la nostra fiducia nei loro confronti. Nessuno incolpa l'Ucraina e loro mentono apertamente. Questo è più distruttivo del missile", ha detto a Kiev un diplomatico di un Paese Nato al Financial Times.

Le critiche più dure sono però quelle del generale Michel Yakovleff, ufficiale generale dell'esercito francese, ex vice-capo di stato maggiore di Shape, il Comando supremo delle potenze alleate in Europa. A suo avviso Zelensky "ha perso l'occasione di tenere la bocca chiusa e si è complicato la vita da solo. Ha un capitale di simpatia, ma non capisco perché si sia affrettato a fare quelle dichiarazioni. È imbarazzante per lui in relazione alla Nato e apre un vero e proprio viale per la propaganda russa". Parlando a France Info il generale ha sostenuto che il leader ucraino "è molto simpatico e benvoluto, ma ora sta esagerando un po'". "La Nato è stata esemplare nella sua moderazione e compostezza", e "farà la guerra se necessario, ma non la farà per caso e certamente non per capriccio", ha detto senza mezzi termini.

Significative anche le parole del capo degli stati maggiori congiunti Usa, il generale Mark Milley, che per la prima volta dall'inizio del conflitto ha ammesso chiaramente che le possibilità che l'Ucraina possa vincere la guerra sono praticamente nulle. "La probabilità di una vittoria militare ucraina, se definita come scacciare i russi fuori da tutta l'Ucraina che include anche la Crimea, in tempi in qualche modo brevi, non è alta, militarmente", ha detto il generale. Il Segretario generale della Nato Stoltenberg ieri aveva ribadito che "a un certo punto questa guerra finirà al tavolo negoziale". E la speranza della Nato comincia a diventare che quel momento si avvicini sempre di più.

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