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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Censimento / Regno Unito

In Irlanda del Nord più cattolici che protestanti, il Regno Unito scricchiola sempre più

Prima la Brexit, poi la vittoria alle urne dello Sinn Fein e adesso il sorpasso demografico. Per gli unionisti è un duro colpo, ma un referendum sull'indipendenza non è ancora all'orizzonte

In Irlanda del Nord i cittadini di fede cattolica sono ormai più dei protestanti. Si tratta di una svolta che, insieme alla tanto odiata Brexit nella regione, fa scricchiolare sempre di più l'unità del Regno Unito. Il cambiamento, registrato dall'ultimo censimento, arriva un secolo dopo la creazione della nazione, con capitale Belfast, fatta nascere nell'isola con l'obiettivo di mantenere una maggioranza 'unionista', filo-britannica e protestante come contrappeso al nuovo Stato irlandese indipendente, prevalentemente cattolico, situato a sud e con capitale a Dublino.

A quel tempo la popolazione era formata da circa due terzi di protestanti e un terzo di cattolici. I dati del censimento del 2021 mostrano un quadro ben diverso, con il 45,7% degli intervistati che si identificava invece come cattolico o era stato educato in modo cattolico, rispetto al 43,5% che si identificava come protestante. Il precedente censimento del 2011 mostrava che i protestanti superavano i cattolici per 48% a 45%.

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"I risultati di oggi sono un'altra chiara indicazione del cambiamento storico che sta avvenendo in tutta l'isola", ha dichiarato Michelle O'Neill, leader dei nazionalisti irlandesi dello Sinn Fein, e possibile futura premier. Il partito repubblicano ha aumentato le richieste di referendum sull'indipendenza della Gran Bretagna dopo la vittoria della Brexit 2016, con il 56% degli elettori nordirlandesi che si era opposto al divorzio. Da allora ha anche aumentato i suoi consensi elettorali, arrivando ad essere a maggio, a sorpresa e per la prima volta, il rimo partito alle urne con il 29% dei consensi, contro il 21,3 degli unionisti del Dup e il 13,5 dei centristi del Partito dell'Alleanza. Da allora si è creato uno stallo politico, ma il colpo per gli unionisti è stato forte, e i dati del censimento non possono fare altro che peggiorare le cose per loro.

Il cambiamento "era nell'aria da tempo. Hanno già assistito alla perdita della loro supremazia politica. Vedere la perdita della loro supremazia numerica è un altro colpo", ha detto al Guardian Diarmaid Ferriter, storico e autore. Le tensioni tra le due fazioni restano alte, nonostante la fine dei Troubles. Prima dell'Accordo di Pace del Venerdì Santo, nel 1998, più di 3mila persone sono morte durante tre decenni di combattimenti tra i militanti repubblicani irlandesi, per lo più cattolici, che volevano l'unità con l'Eire, i lealisti protestanti filo-britannici e l'esercito britannico.

In realtà anche se i cattolici tendono a votare per i partiti nazionalisti irlandesi e a sostenere l'Irlanda unita, l'aumento della popolazione cattolica non significa necessariamente che una indipendenza è sicura, non solo perché un referendum in materia dovrebbe essere concesso da Londra, ma anche perché i sondaggi continuano a mostrare una maggioranza che vorrebbe restare nel Regno Unito, non solo per una questione di nazionalismo, ma anche perché lì si pagano meno tasse e per l'Nhs, il sistema sanitario completamente gratuito del Paese. Negli ultimi anni poi una minoranza significativa di elettori cattolici e protestanti, soprattutto giovani che non hanno vissuto gli anni dei Troubles, sta iniziando a sostenere i centristi dell'Alleanza intercomunitaria, che ha raddoppiato il numero di seggi alle elezioni di maggio.

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