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Domenica, 22 Maggio 2022
Guerra Russia-Ucraina

La giornalista russa che protestò contro la guerra scriverà per un giornale tedesco

La donna “ha difeso l'etica giornalistica nonostante la minaccia della repressione statale”, ha affermato il suo nuovo caporedattore

Marina Ovsyannikova, la giornalista russa che aveva esposto un cartello contro la guerra in diretta su Channel One Russia, ha trovato un nuovo lavoro. La reporter è stata assunta dal quotidiano tedesco Die Welt per lavorare come “corrispondente freelance” dall’Ucraina e dalla Russia. Come ha affermato il giornale in una nota, oltre che scrivere articoli, la donna apparirà regolarmente sul canale televisivo della testata.

La 43enne di madre russa e padre ucraino era finita sotto i riflettori quando, lo scorso 14 marzo, aveva mostrato un cartello in diretta tv nel quale si incoraggiavano i russi a non credere alla propaganda del Cremlino sull’invasione dell’Ucraina. “Ferma la guerra. Non credere alla propaganda. Qui ti stanno mentendo”, recitava il cartello esposto dalla giornalista assieme alla scritta "no war", no alla guerra. Dopo il gesto in palese dissenso con la linea editoriale della testata televisiva, notoriamente a favore di quella che i media di Mosca chiamano “l'operazione militare speciale”, Ovsyannikova era stata arrestata e interrogata per 14 ore. 

La donna, per il momento, se l’è cavata con una multa da 30 mila rubli, meno di 330 euro. Tuttavia Ovsyannikova rischia fino a 15 anni di reclusione per effetto della legge approvata dal Parlamento russo il 4 marzo che vieta ai media di definire l’aggressione dell’Ucraina come “una guerra” o “un’invasione”.

L'ex giornalista del canale televisivo statale russo “ha difeso l'etica giornalistica nonostante la minaccia della repressione statale”, ha affermato in una nota il caporedattore del Die Welt, Ulf Poschardt. Quest’ultimo si è inoltre detto “entusiasta” di lavorare con Ovsyannikova, elogiando “il suo coraggio in un momento decisivo”.

La giornalista russa, a sua volta, ha descritto il Welt Group come rappresentante di “ciò che viene difeso sul campo con tanta veemenza dal coraggioso popolo ucraino: la libertà”. “Il mio dovere di giornalista è difendere quella libertà. E sono felice di poterlo fare ora per Die Welt", ha spiegato la donna che, all’indomani della notorietà mondiale raggiunta con il gesto di protesa, aveva rifiutato l’offerta di asilo arrivata dal presidente francese Emmanuel Macron.

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