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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Il caso / Russia

La giornalista anti-Putin compare in tribunale con il suo avvocato

Marina Ovsyannikova era stata data per scomparsa dopo aver protestato in diretta tv contro la guerra in Ucraina. Il suo direttore è stato sanzionato da Bruxelles

Marina Ovsyannikova, la giornalista della tv russa Canale 1, che lunedì ha protestato contro la guerra in Ucraina mostrando un cartello pacifista durante la diretta del telegiornale, "si trova nel tribunale distrettuale di Ostankino (a Mosca, ndr). Il suo avvocato Anton Gashinsky è con lei". Lo ha riferito su Twitter l'attivista Lyubov Sobol, tra le collaboratrici dell'oppositore di Vladimir Putin, Alexei Navalny. 

La giornalista aveva fatto il giro del mondo per la sua incursione in diretta durante il tg della tv controllata dallo Stato russo. Nelle scorse ore, i suoi avvocati avevano fatto filtrare la loro preoccupazione per la mancanza di notizie sulle sorte di Ovsyannikova, che era stata arrestata subito dopo l'azione di protesta. L'Unione europea aveva parlato apertamente di "scomparsa" e accusato la Russia di continuare "la sua oppressione contro l'opposizione interna per la pace negando i diritti e libertà basilari quali la libertà d'opinioone e la libertà d'espressione". "Plaudiamo al coraggio dei cittadini per la pace che osano esprimere la loro opposizione a questa guerra di Putin nonostante tutte le esistenti restrizioni", aveva aggiunto Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera. 

Per il Cremlino, il gesto della giornalista, il cui padre sarebbe ucraino, è stato solo un atto di "teppismo", ha detto ai giornalisti il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov. Di contro, Peskov ha elogiato Canale 1, tv controllata dallo Stato, definendo la sua programmazione di qualità, oggettiva e tempestiva. Non è dello stesso avviso l'Ue, che ha inserito proprio in queste ore Konstantin Ernst, l'amministratore delegato di Canale 1, nella lista dei russi finiti nel mirino delle nuove sanzioni Ue.

Anche l'Onu si è schierata al fianco di Marina Ovsyannikova: Ravina Shamdasani, portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto che le autorità russe garantiscano che la donna "non subisca rappresaglie" per il suo atto di protesta. Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece annunciato che il suo Paese fornirà protezione consolare alla giornalista. Secondo la Bbc, Ovsyannikova potrebbe venire condannate per il reato di "organizzazione di un evento pubblico non autorizzato", un'accusa amministrativa che potrebbe comportare una multa fino a 30.000 rubli (230 euro più o meno), l'obbligo di servizio alla comunità o fino a 10 giorni di carcere

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