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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Il braccio di ferro

Acquisti comuni di gas e riserve piene entro ottobre: il piano Ue anti-Putin

La Commissione domani proporrà l’obbligo di riempire al 90% i siti di stoccaggio e di fare contratti congiunti coi Paesi fornitori. Ma l’ultima parola spetta ai leader

L’Unione europea si prepara a fare a meno del gas russo. Mentre l’esercito di Mosca procede a rilento nella conquista dell’Ucraina, Bruxelles non è ancora riuscita ad applicare la sanzione più temuta da Vladimir Putin, ovvero lo stop alle importazioni energetiche dalla Federazione Russa. Il no dei governi nazionali è dovuto all’arcinota dipendenza europea dal gas russo che renderebbe la sanzione un boomerang per l’Ue. Di qui il piano che i ventisette leader discuteranno giovedì e venerdì al vertice Ue e che mira a svincolare l’Europa dai gasdotti dello scomodo ‘vicino’.

Il vertice sarà preceduto dalla proposta che la Commissione europea presenterà domani pomeriggio e che conterrà due elementi chiave: gli acquisti congiunti e l’obbligo di riempire le riserve. Con il primo provvedimento Bruxelles mira a “usare meglio il suo enorme peso nei negoziati sui prezzi dell'energia e sulle forniture all’Ue”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione, Maros Sefcovic. “Dovremmo cooperare e coordinarci anziché competere tra noi sulla fornitura di gas dal mercato globale”, è il ragionamento del commissario che si è detto convinto che “ci sia il sostegno degli Stati membri all'acquisto congiunto di gas”. I capi di Stato e di governo dovranno infatti esprimersi sulla proposta della Commissione europea che, a detta di Sefcovic, darebbe il via libera a “un lavoro accelerato per garantire di essere pronti al prossimo inverno”, ma soprattutto “per ridurre significativamente la nostra dipendenza energetica dalla Russia”. 

Oltre ai contratti di acquisto del gas sottoscritti dai Paesi Ue, anziché dai singoli Stati membri, che metterebbero il Vecchio Continente in una posizione di forza di fronte ai fornitori, Bruxelles mira anche ad incrementare le scorte energetiche da qui al prossimo autunno, in modo da non rischiare di trovarsi nuovamente nella situazione dei mesi scorsi. “Il fatto che le nostre riserve di gas siano ora ai minimi livelli da molti anni - ha ricordato Sefcovic - ci ha messo in forti difficoltà a gennaio quando ci siamo dovuti affannare per avere forniture extra di gas per far fronte al consumo” dei mesi invernali. Una situazione che ha contribuito ad elevare la posizione di forza della Russia, che ha potuto accumulare truppe ai confini con l’Ucraina nella convinzione che l’Ue non avrebbe certamente preso contromisure finché l’invasione non sarebbe iniziata. Una scommessa stravinta dal Cremlino.

Per evitare che una situazione di questo tipo si verifichi anche nella prossima stagione fredda, la Commissione europea introdurrà “l'obbligo che ogni riserva di gas venga riempita almeno al 90% entro il primo novembre”. La soglia minima, secondo i funzionari di palazzo Berlaymont, dovrebbe impedire nuovi aumenti improvvisi delle bollette, così come i ricatti di Mosca nei confronti dell’Ue. Dopo la presentazione del piano ‘anti-Putin’ della Commissione, è atteso il via libera dei leader nel vertice di questa settimana durante il quale - stando alle ultime indiscrezioni - i ventisette capi di Stato e di governo daranno pieno sostegno alle misure che cambieranno radicalmente il mercato energetico europeo.

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