Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Il sogno Ue dell'Albania può attendere (e il gas comune anche): cosa resta del vertice di Brdo

Governi ancora divisi sull’ingresso di Tirana e Macedonia. Sfogo di von der Leyen: “È in gioco la nostra credibilità”. Rinviato al 21 ottobre il dossier caro bollette

Quando si parla dei Balcani occidentali, i leader Ue sono tutti d’accordo su una sola cosa: il loro futuro è nell’Unione europea. Ma ogni volta che si cerca di fissare la promessa dell’allargamento in una data sul calendario, l’unità dell’Unione svanisce e tutto viene rimandato di anno in anno. Albania e Macedonia del Nord, i due Paesi della regione più avanzati nel processo di adesione, anche ieri - al termine del vertice Ue-Balcani - si sono dovute accontentare dell’ennesimo documento che ribadisce la “prospettiva europea” degli Stati dell’ex Jugoslavia, ma che non include alcuna tabella di marcia per il loro ingresso nell’Ue, fatta salva la promessa di un nuovo vertice “che si terrà nel 2022”.

La rabbia di von der Leyen

“È in gioco la nostra credibilità come partner”, ha avvertito ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al termine del vertice organizzato in Slovenia, al castello di Brdo, dal quale prende il nome la nuova dichiarazione dei leader. “La mancanza di una decisione per l'apertura dei negoziati con la Macedonia del Nord e l'Albania - ha aggiunto la presidente con rammarico - sta mettendo a repentaglio la nostra posizione e il nostro potere nella regione”. 

Il fallimento dei negoziati tra Paesi Ue per allargare l’Unione viene nascosto da una serie di risultati raggiunti nel recente passato: dal Piano economico e di investimenti nella regione da 30 miliardi di euro al sostegno Ue nella crisi pandemica, con 2,9 milioni di dosi arrivate nei Balcani occidentali fino al 30 settembre, passando per la tabella di marcia per il roaming, volta a ridurre i costi per fare telefonate o navigare su internet quando i cittadini dei Balcani si recano nell’Ue. Meglio di niente per i leader dei Paesi più lontani dall’ingresso nell’Ue - cioè Kosovo, Serbia e Bosnia ed Erzegovina - ma di certo troppo poco per gli Stati che hanno lavorato di più all’adesione - Albania, Macedonia del Nord e Montenegro - ancora una volta invitati a pazientare. 

La crisi energetica

Bisognerà attendere anche su un altro capitolo fondamentale della politica europea, quello dell’energia. Dopo una prima discussione sul tema del caro bollette, i leader si sono dati appuntamento al vertice a Bruxelles del 21 e 22 ottobre, quando si potranno valutare le misure che la Commissione ha promesso di presentare mercoledì prossimo per proteggere nell’immediato le categorie più vulnerabili - famiglie e piccole imprese in primis - e studiare soluzioni di lungo termine. Su queste ultime si è scatenato il dibattito tra i diversi leader.

Italia e Spagna si muovono assieme nella richiesta di un sistema europeo di acquisto comune e di stoccaggio energetico. Ma il governo di Madrid ha aderito a un documento assieme a Francia, Grecia, Romania e Repubblica Ceca nel quale si chiede, oltre a un approccio Ue all’aumento di prezzi, una riforma del mercato dell'elettricità all'ingrosso e un meccanismo che renda il prezzo delle quote di emissione di Co2 più prevedibile per “evitare l’eccessiva volatilità” del sistema Ets. L’Italia non ha firmato il documento.

Le richieste dei Paesi più in difficoltà sul fronte energetico non hanno trovato risposte chiare durante l’incontro tra in leader in Slovenia, salvo le promesse dei due presidenti Ue. “Il mix energetico è una responsabilità nazionale, ma forse c'è spazio politico, almeno lo spero, per seguire un approccio europeo su questo tema”, ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. Per von der Leyen il problema è che “i prezzi del gas sono alle stelle”, mentre “quelli delle rinnovabili sono diminuiti negli ultimi anni e sono stabili”. Di qui la conclusione della presidente: “Il nostro futuro è nelle rinnovabili, non nel gas”. La promessa di un futuro con i Balcani nell'Unione europea alimentata dall’energia rinnovabile: ecco cosa resta del vertice di Brdo.

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