menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Una bandiera dell'Ue in una manifestazione per l'idipendenza della Scozia - foto archivio Ansa

Una bandiera dell'Ue in una manifestazione per l'idipendenza della Scozia - foto archivio Ansa

"I migranti vengano da noi", la Scozia sfida Londra per il dopo Brexit

Il governo di Johnson punta a un modello come quello australiano ma per la premier scozzese Sturgeon: “Un approccio comune in tutto il Paese danneggerebbe gli interessi della nostra nazione”

Una delle principali conseguenze della Brexit sarà che in futuro le politiche migratorie del Regno Unito saranno sicuramente più stringenti anche per gli europei. Ma le regole potrebbero però essere più morbide almeno per chi deciderà di provare a trasferirsi in Scozia, invece che in Inghilterra o Galles.

Un visto scozzese

La premier Nicola Sturgeon, da sempre strenua oppositrice del divorzio dall'Unione europea, è intenzionata a fare sì che la piccola nazione abbia una propria strategia in materia di visti e immigrazione. Per questo la leader del Partito Nazionale Scozzese (Snp), ha chiesto al governo di di Londra di avviare colloqui sul trasferimento dei poteri in materia al Parlamento di Edimburgo, per consentirgli di introdurre un "visto scozzese" flessibile senza le rigide restrizioni che saranno in vigore nel resto del Regno Unito.

La stretta di Londra

Boris Johnson è intenzionato a introdurre un sistema a punti simile a quello australiano in cui i lavoratori in ingresso nel Paese saranno valutati in base a diversi criteri come i titoli di studio, esperienze lavorative, stipendio nonché disponibilità a lavorare lontano da Londra. Per i lavoratori meno specializzati, come muratori, idraulici e camerieri, potrebbero essere invece previste quote legate al bisogno di manodopera nei diversi, determinati, settori.

No all'approccio unico

"Un approccio comune all'immigrazione in tutto il Regno Unito semplicemente non soddisfa gli interessi della Scozia già da tempo. La Brexit aggraverà senza dubbio quella che era già una sfida significativa", ha affermato Sturgeon. Per la premier porre fine alla libera circolazione all'interno dell'Ue danneggerebbe il Regno Unito nel suo insieme ma sarebbe "in maniera particolare" dannoso per l'economia e i servizi pubblici scozzesi, in quanto particolarmente vulnerabili al declino della popolazione.

Popolazione in declino

Le previsioni mostrano che il numero dei pensionati scozzesi crescerà come percentuale della popolazione dal 19% del 2018 al 23% del 2043, mentre la popolazione in età lavorativa scenderà dal 64% al 62% e il numero di bambini dal 17% al 15%. L'intera popolazione della nazione si ridurrebbe durante lo stesso periodo, mentre aumenterebbe del 9% quella del Regno Unito nel suo insieme. Secondo il piano del Parlamento di Holyrood in Scozia si dovrebbero eliminare le pesanti tasse per la richiesta di ingresso nel Regno Unito a fini lavorativi, ogni soglia salariale e la sponsorizzazione del datore di lavoro che verrebbe richiesta dal Ministero degli Interni, grazie a un modello regionale già utilizzato in alcune province canadesi e di alcuni Stati australiani.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Estate alle Maldive? Il Paese offrirà il vaccino ai turisti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento