Mercoledì, 17 Luglio 2024
Il voto in Plenaria

I fondi del Pnrr per le armi in Ucraina, via libera al piano Ue

L'Europarlamento ha approvato la proposta della Commissione per aumentare la produzione di armamenti. L'esercito di Kiev spara 3mila proiettili al giorno e in Ue ne vengono prodotti solo 300mila l'anno

Il Parlamento europeo ha dato il via libera all'Asap, il piano di Bruxelles che prevede lo stanziamento di un miliardo di euro per accelerare la produzione da parte delle imprese europee delle munizioni da inviare in Ucraina. L'approvazione è arrivata con una maggioranza schiacciante di 446 voti a favore, 67 contrari e 112 astenuti. Sono stati però respinti, grazie anche ai voti di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, gli emendamenti presentati dal gruppo dei Socialisti e democratici, sostenuti dalla delegazione del Partito Democratico, che chiedevano l'esclusione ai fini del programma sia dei soldi del Pnrr che dei fondi della Coesione.

Tra gli italiani a votare contro il testo l'intera delegazione del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Smeriglio (eletto come indipendente nelle file del Pd, ma non iscritto al partito) e i Verdi Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini. Astenuti i Dem Pietro Bartolo, Camilla Laureti, Achille Variati e Franco Roberti, poi Sergio Berlato di Fratelli d'Italia e l'indipendente Dino Giarrusso.

Convergenza tra Pd e 5 Stelle sul no ai fondi del Pnrr per le armi all'Ucraina

Secondo il progetto presentato dall'esecutivo comunitario lo scorso 3 maggio, la metà delle risorse messe a disposizione per il piano arriverà direttamente dalle casse di Bruxelles, mentre i restanti 500 milioni di euro saranno stanziati dai singoli Stati membri che potranno appunto, se lo vorranno, attingere anche a quelle due linee di finanziamento. La cosa ha scatenato un forte dibattito in Italia, con la netta contrarietà del Movimento 5 Stelle (che si è opposto del tutto al piano), ma anche del partito guidato da Elly Schlein, che però alla fine, dopo la bocciatura dei suoi emendamenti, ha comunque detto di sì al provvedimento generale. "Scegliere di finanziare l’economia bellica rappresenta un vero e proprio schiaffo al processo diplomatico: oggi ci allontaniamo ancor di più dal cessate il fuoco”, ha dichiarato Tiziana Beghin, capodelegazione dei pentastellati al Parlamento europeo, che hanno votato compattamente no.

"L'urgenza di incrementare la produzione di munizioni diventa evidente se si considerano i numeri dell'artiglieria e delle munizioni. L'Ucraina utilizza circa 3mila proiettili al giorno. L'attuale capacità produttiva annuale dell'Europa è di 300mila unità. Questi numeri e l'impegno degli Stati membri di fornire un milione di munizioni l'anno a Kiev mostrano che la necessità di Asap è evidente", ha dichiarato nel dibattito in Aula prima del voto il popolare tedesco, Michael Gahler L'Asap (Act in Support of Ammunition Production), fa parte del piano che si basa su tre pilastri, in sostegno dell'Ucraina, messo a punto dall'Alto rappresentante Joseph Borrell e approvato al Consiglio europeo del marzo scorso, che ha l'obiettivo di fornire urgentemente munizioni e missili all'Ucraina e aiutare gli Stati membri a ricostituire ed aumentare le proprie scorte.

L'Ucraina sta finendo le munizioni, ma l'Europa non riesce a produrle

I fondi serviranno principalmente ad aumentare la capacità produttiva e a finanziare il riadattamento delle vecchie munizioni, oltre che ad incentivare la priorità delle spedizioni all'Ucraina rispetto ad altri contratti. Secondo la proposta, Bruxelles identificherà e monitorerà costantemente la disponibilità di tali prodotti per la difesa, i loro componenti e le materie prime necessarie per produrli. La proposta stabilisce meccanismi, principi e norme per garantire la loro disponibilità tempestiva e duratura in modo da evidenziare l'eventuale esistenza di colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento e porvi rimedio. Il sostegno finanziario sarà fornito sotto forma di sovvenzioni a vari tipi di azioni che contribuiscono agli sforzi dell'industria europea della difesa per aumentare le proprie capacità produttive e affrontare le strozzature individuate. I deputati inizieranno ora i negoziati con il Consiglio, con l'obiettivo di raggiungere un accordo, con l’obiettivo di adottare il testo finale durante la sessione Plenaria di luglio.

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