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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Lo stallo

Come un voto regionale in Germania sta bloccando i fondi Ue contro il caro bollette

L’alleato ‘frugale’ di Scholz costringe il cancelliere alla retromarcia sugli aiuti europei dopo la sconfitta alle elezioni in Bassa Sassonia

Una pericolosa rivalità interna che si ripercuote su tutta l’Ue. La batosta incassata dal Partito liberale democratico tedesco (Fdp) alle elezioni regionali in Bassa Sassonia sarebbe alla base del nuovo no di Berlino all’emissione di debito comune europeo per fronteggiare il caro energia. L’indiscrezione, riportata da diversi osservatori, poggia sui fatti degli ultimi giorni.

Dopo settimane di campagna elettorale che hanno di fatto bloccato ogni azione Ue sul caro energia, domenica 9 ottobre la Bassa Sassonia è andata alle urne. Con la vittoria del Partito socialdemocratico di Olaf Scholz, la posizione del governo di Berlino su un nuovo fondo europeo contro il caro bollette, dopo settimane di chiusure, sembrava finalmente aperta al dialogo in sede Ue.

Berlino “sosterrà l'emissione congiunta del debito dell'Unione europea per attutire il colpo della crisi energetica”, ha riportato lunedì 10 ottobre l’agenzia americana Bloomberg. A stretto giro è arrivata la retromarcia del governo tedesco richiesta soprattutto dagli alleati liberali. Secondo la testata brussellese Euractiv, la sconfitta elettorale riportata domenica scorsa in Bassa Sassonia dall’Fdp - rimasto fuori dal consiglio regionale per aver preso meno del 5% - ha convinto il partito guidato dal ministro delle Finanze, Christian Lindner, a ribadire il no della sua formazione agli strumenti finanziari di solidarietà europea.

La batosta riportata dai liberali in Bassa Sassonia “è la quarta elezione regionale in cui i liberali hanno perso terreno”, ha ricordato Euractiv. La prospettiva che fa più paura al partito di Lindner è quella di tornare al 2013, quando l’Fdp restò fuori dal Bundestag per aver mancato la soglia di sbarramento su base nazionale.

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Di qui l’inasprimento dell’Fdp sulle questioni fiscali riguardanti l’Ue e contro ogni possibilità di aumentare il debito comune dei Paesi membri incrementato negli ultimi anni con i programmi Sure e Next Generation Eu per la ripresa post-pandemica. Resta ora da capire come gli equilibri interni alla coalizione di governo tedesca influiranno al prossimo vertice tra i leader Ue previsto il 20 e 21 ottobre a Bruxelles, quando sono attese decisioni comuni per far fronte al caro bollette.

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