Visti in cambio di rimpatri, la mossa Ue per colpire gli irregolari

I Paesi terzi che accetteranno i rimpatri dei migranti otterranno delle facilitazioni nelle domande di ingresso legali per i loro cittadini. Per quelli che non collaboreranno verranno applicate restrizioni

Foto d'archivio Ansa / Carlo Ferraro

L'Unione europea è pronta a rilasciare visti ai migranti regolari, ma i loro Paesi di provenienza dovranno accettare i rimpatri di quelli irregolari, altrimenti le concessioni verranno limitate. Bruxelles propone una sorta di scambio per favorire le vie d'ingresso legali ma aumentando anche le percentuali di espulsioni di immigrati.

Le valutazioni degli Stati

Il Consiglio Ue ha approvato un nuovo meccanismo che prevede che la Commissione valuti periodicamente la cooperazione con i Paesi terzi in materia di riammissione. Se un Paese non collabora, la Commissione suggerirà al Consiglio di adottare una decisione che applichi specifiche misure restrittive in materia di visti per quanto riguarda il trattamento delle domande da quello Stato. Se invece il Paese collabora, la Commissione potrà suggerire una decisione opposta, che assicuri tempi più brevi per decidere sulle domande di visto, oppure periodi di validità più lunghi e possibilità di ingressi multipli.

Aumento dei costi

Le nuove norme consentiranno di presentare le domande da 6 mesi a 15 giorni prima del viaggio prevedendo la possibilità di compilare e firmare il modulo di domanda per via elettronica. Inoltre verrà introdotto un metodo armonizzato per il rilascio dei visti per ingressi multipli ai viaggiatori in regola, che abbiano anche una pregressa esperienza positiva sotto il profilo dei visti, per un periodo in graduale aumento da 1 a 5 anni. Il costo della pratica sarà però aumentato a 80 euro.

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