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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Il processo / Regno Unito

Lite per un video su Snapchat, 14enne uccise 12enne con coltellata al collo

La tragedia è avvenuta a Liverpool lo scorso novembre e ora il ragazzo, che ha dei disturbi dell'attenzione e soffre di iperattività, è stato condannato dal tribunale

Una lite per un video pubblicato su Snapchat è finita in tragedia con un 14enne che ha ucciso una 12enne con una coltellata al collo. È accaduto a Liverpool, in Inghilterra, dove il giovane autore del gesto, la cui identità non è stata rivelata, è stato condannato dopo un processo di 12 giorni, con l'accusa che ha sostenuto che il ragazzo mostrato un "insensibile disprezzo" per le sue azioni, sembrando "piuttosto soddisfatto di se stesso, come se si sentisse grande" dopo quello che aveva fatto.

Come racconta il Guardian la vittima era la giovanissima Ava White che era con gli amici ad assistere all'accensione delle luci di Natale nel centro di Liverpool il 25 novembre dello scorso anno. Ad un certo punto un gruppo di quattro ragazzi fino a 15 anni ha iniziato a filmare le ragazzina e i suoi amici, e lei è andata ad affrontare l'imputato chiedendogli di cancellare il video che lui nel frattempo aveva messo su Snapchat. Secondo l'avvocato del ragazzo sarebbe stata lei, più alta di cinque centimetri, ad aggredire lui e a provare a picchiarlo, e lui si sarebbe soltanto difeso. Dopo il gesto avrebbe abbandonato coltello e cappotto, che poi sarebbero stati trovati dagli inquirenti.

Alla giuria è stato anche mostrato il filmato delle telecamere a circuito chiuso di un negozio in cui il ragazzo e i suoi amici sono entrati subito dopo il fatto, dove hanno tranquillamente comprato del burro, e dove l'imputato è stato visto sistemarsi i capelli per un selfie. "Sapendo di averla pugnalata, il suo comportamento è quello di qualcuno che, nel migliore dei casi, è completamente indifferente, nel peggiore dei casi, piuttosto soddisfatto di se stesso, come se si sentisse grande", ha accusato la procuratrice Charlotte Newell.

Il ragazzo ha un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ed è apparso al processo tramite collegamento video, spesso usando giocattoli per aiutarlo a concentrarsi sul procedimento, ed era accompagnato da un mediatore. L'omicidio fece grande scalpore nella città che ne rimase sconvolta e per la giovane furono organizzate diverse fiaccolate.

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