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Lunedì, 8 Agosto 2022
Il caso / Spagna

Cani dissanguati fino alla morte: il business della trasfusioni del falso veterinario

È accusato di aver ucciso almeno 500 animali. Grazie a questa attività avrebbe guadagnato oltre 1 milione di euro

Nell'ambiente, era considerato quasi un "salvatore". A lui si rivolgevano i proprietari di animali, soprattutto cani, che avevano bisogno di trasfusioni di sangue. Un'attività che veniva pubblicizzata su Internet senza troppi scrupoli, nonostante, stando a quanto scoperto dalla polizia, fosse svolta non solo nella totale illegalità. Ma anche con metodi crudeli. Già, perché Luis Miguel VF non solo era un falso veterinario, ma avrebbe ottenuto il sangue rivenduto ai clienti dissanguando fino alla morte gli animali. Secondo gli inquirenti, sarebbero almeno 500 le vittime di quello che è stato ribattezzato dai media il "vampiro dei cani". 

La vicenda comincia nella provincia di Toledo, in Spagna. Qui, un dipendente dell'inceneritore di rifiuti cittadino ha cominciato a insospettirsi quando ha notato che sempre più sacchi della spazzatura contenevano cani e gatti morti. E così ha avvertito la polizia, le cui indagini hanno presto portato alla fattoria di Humanes, vicino Madrid, dove nel 2006 il sedicente veterinario Luis Miguel VF aveva creato una banca del sangue animale. A lui si rivolgevano proprietari di cani e gatti, ma anche di cavalli, che avevano bisogno di trasfusioni. Oltre a diverse cliniche veterinarie. Nulla di illegale, in linea generale: in Spagna, non ci sono banche pubbliche come quelle per gli esseri umani, e una manciata di aziende private è responsabile della raccolta dei liquidi e della loro vendita agli ambulatori.

Luis Miguel VF non aveva però la licenza per farlo, né la qualifica di veterinario. Di contro, aveva accumulato una lunga lista di clienti, anche fuori dalla Spagna. E a lui si rivolgevano privati e associazioni che portavano nelala sua fattoria cani di razza e randagi convinti di consegnarli a un canile all'avanguardia. I preferiti del falso veterinario erano i levrieri, di cui i cacciatori usano sbarazzarsi dopo le stagioni di caccia e il cui sangue è molto ambito. Quando la polizia ha fatto irruzione nell'azienda dell'uomo, ha trovato 257 tra cani e gatti. 

L'indagine è riuscita a dimostrare che, tra aprile e maggio, circa 60 animali, principalmente cani e gatti, sono morti in seguito al prelievo di sangue. Le analisi su alcune delle carcasse ritrovate nella discarica di Toledo hanno dimostrato che gli animali erano morti per shock ipovolemico, ossia a causa di un'eccessiva perdita di sangue. L'estrazione sarebbe avvenuta inserendo l'ago direttamente nel cuore dei cani per estrarre un volume maggiore di sangue e nel più breve tempo possibile/ “Se fosse vero, è scandaloso. La cosa normale è usare la giugulare o le gambe, e asportare piccole quantità ogni due o tre mesi”, ha detto al quotidiano El Pais Cristina Fragio, responsabile dell'Ospedale clinico veterinario dell'Università Complutense.

Secondo gli inquirenti, nell'arco dei 16 anni di attività, Luis Miguel VF, con l'aiuto di un suo dipendente, avrebbe ucciso almeno 500 cani. Con un guadagno stimato in 1 milione di euro. Le indagini dovranno adesso stabilire se ci altre persone coinvolte e come l'uomo abbia ottenuto i farmaci necessari nonostante non avesse una licenza. Resta inoltre da stabilire come sia stato possibile che, nonostante la fama acquisita nel settore, nessuna delle cliniche veterinarie con cui collaborava si sia accorto della truffa.

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