L'uomo più ricco d'Europa perde 28 miliardi per il coronavirus

La crisi colpisce anche il re del lusso Bernard Arnault, proprietario di Fendi, Bulgari, Dior, Luis Vuitton, Moët & Chandon, Tiffany e tanti altri marchi. A dicembre aveva superato il patrimonio di Jeff Bezos. Ma solo per qualche ora

FOTO ANSA-EPA/JASON SZENES

Durante la crisi economica più cupa della storia dell’Ue, l'acquisto di una borsa di marca, di un nuovo profumo o di una bottiglia di pregiato Champagne è l'ultima cosa che passa per la testa della maggior parte dei consumatori. Ma anche chi può ancora permettersi gli articoli di lusso si starebbe limitando agli acquisti necessari, mandando in malora imprese e posti di lavoro. Togliendo il sonno persino all’uomo più ricco d’Europa, già magnate in cima alla lista dei paperoni mondiali anche se solo per qualche ora. 

Il re del lusso

Bernard Arnault, francese di 71 anni, dall’inizio della crisi del coronavirus avrebbe perso circa 28 miliardi di euro, a causa della perdita del valore del mercato azionario della sua società-impero, denominata LVMH, che comprende circa 70 marchi di lusso tra i quali Dior, Fendi, Moët&Chandon, Hennesy e Tiffany. Il numero uno incontrastato nel campo della moda e del lusso ha visto il valore delle sue azioni crollare del 19% dall'inizio di quest'anno. Il patrimonio netto di Arnault si è perciò ridotto - secondo gli analisti - di circa 28 miliardi di euro.

Meno feste, meno bollicine

Il calo delle entrate del consorzio dei marchio di lusso è in parte dovuto alla chiusura dei negozi in tutto il mondo e degli esercizi di ristorazione. Ora che c'è poco da festeggiare e le feste non sono comunque consentite, le bottiglie di Champagne di cui è proprietario Arnault sono rimaste in gran parte invendute.

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La rivalità con Bezos

La cifra persa da Arnault è circa quanto Jeff Bezos ha guadagnato grazie al prezzo delle azioni in ascesa di Amazon. Una rivalità, quella tra il re del lusso e il leader del commercio online nata quando Arnault ha superato il proprietario di Amazon nella classifica degli uomini più ricchi del mondo lo scorso dicembre. Per qualche ora di un lunedì mattina, le azioni del suo lussuoso conglomerato LVMH hanno raggiunto quota 458,46 dollari, superando il valore di Amazon. Che prima della chusura dei mercati alle 16 si era già ripresa lo scettro del primato mondiale.

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