Migranti, Orban attacca il patto Ue. Ma per Bruxelles l'accordo è ancora vago

L'Ungheria lamenta che la nuova politica del governo italiano “è lontana da quella di Salvini” e promette battaglia. L'Unhcr: “Primo passo verso una risposta condivisa”, ma i dettagli del piano sono ancora da chiarire

Il patto raggiunto da Italia, Malta, Francia e Germania, che prevede una redistribuzione dei migranti che arrivano sulle nostre coste, non piace all'Ungheria di Viktor Orban, che rimpiange il governo di Lega e Movimento 5 Stelle. "La politica del nuovo governo italiano è esattamente opposta a quella perseguita dall'ex ministro degli Interni Matteo Salvini, quindi è anche diametralmente opposta alla posizione ungherese”, ha attaccato il segretario di Stato ungherese per le comunicazioni e le relazioni internazionali, portavoce del gabinetto di Orban, Zoltan Kovacs, che si è detto non sorpreso in quanto ora “l'Italia ha un governo di sinistra a favore della migrazione".

L'Ungheria promette battaglia

E quando il prossimo 8 ottobre l'intesa sarà discussa a livello comunitario, allo scopo di allargare le adesioni, il governo di Budapest "rifiuterà la pressione di qualsiasi Paese europeo che spinga l'Ungheria a consentire che gli immigrati clandestini attraversino i suoi confini". Kovacs ha aggiunto che il Paese è pronto ad aiutare l'Italia nella protezione dei confini “o persino a riportare i migranti da dove provengono”, ma “non daremo assistenza al sistema delle quote di migranti”.

Piano ancora da definire

Come certificano anche fonti europee il meccanismo sugli sbarchi e la ripartizione dei migranti discusso al mini-summit della Valletta sarà "totalmente volontario" e non ci sarà "obbligatorietà" per i paesi che decideranno di partecipare. "Il meccanismo è volontario. Non è un accordo obbligatorio, né legislazione comunitaria. Non sarà legalmente vincolante", ha spiegato una fonte all'Agi. Il testo concordato ieri a Malta - cinque-sei pagine - si limita a delineare le "grandi linee" del meccanismo temporaneo ed è aperto a "possibili emendamenti" da parte di altri Stati membri, ma al momento "i dettagli sono ancora vaghi e dovranno essere discussi". Il testo contiene un riferimento alla ripartizione dei richiedenti asilo, anche se non entra nello specifico delle procedure per stabilire quali migranti rientrano nella categoria. Per contro, non sarebbe menzionata esplicitamente la rotazione dei porti, nemmeno su base volontaria. Il nuovo meccanismo temporaneo per la distribuzione dei migranti soccorsi in mare dalle Ong dovrebbe avere una durata di sei mesi, per testare la sua efficacia, ma non è ancora stata fissata una data di inizio delle operazioni.

Il plauso dell'Unhcr

Nonostante questo per l'Unhcr il patto di Malta “è una dimostrazione dell'urgenza di un approccio condiviso e solidale in Europa, che poggi su quei valori che hanno reso grande l'Europa stessa” e ha “il potenziale per essere un passo verso la garanzia di una risposta predeterminata, condivisa, una misura che obbedisca all'imperativo del salvataggio di vite umane”. "Sebbene alcune modalità richiedano ulteriori discussioni”, ha precisato l'agenzia Onu per i rifugiati, l'accordo di Malta “è un passo positivo, in attesa della riforma del sistema europeo comune di asilo (Ceas), per garantire un meccanismo a lungo termine, prevedibile e collaborativo per salvare vite in mare, per sbarcare in modo rapido e sicuro le persone e trasferirle rapidamente una volta sbarcate”.

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