Commissione Ue promuove Bonafede: bene spazzacorrotti e riforma della prescrizione

Dopo il reddito di cittadinanza Bruxelles loda le altre iniziative volute dai 5 Stelle in materia di processo penale e contrasto alla corruzione, ma lamenta ancora l'eccessiva lunghezza dei procedimenti

Bonafede con Crimi e Di Maio - foto Ansa, Angelo Carconi

“Una riforma benvenuta che interrompe la prescrizione dopo una sentenza di primo grado, in linea con una specifica raccomandazione di lunga data, è entrata in vigore nel gennaio 2020”. A sorpresa, la Commissione europea si schiera dalla parte del Governo di Giuseppe Conte, e del suo guardasigilli Alfonso Bonafede, nel dibattito politico che ha accompagnato la riforma sulla prescrizione. La bontà del provvedimento, che ha portato a uno scontro interno alla maggioranza per la contrarietà di Italia Viva, viene riconosciuta all’interno della relazione economica sull’Italia pubblicata ieri dalla Commissione europea. Un rapporto nel quale, oltre a riconoscere la situazione difficile dell’economia del Belpaese, maglia nera d'Europa assieme a Grecia e Cipro, vengono promossi anche altri provvedimenti presi dall’esecutivo, come la cosiddetta legge ‘spazzacorrotti’, definita utile a “contribuire a un ambiente più favorevole alle aziende”, e il reddito di cittadinanza, già sostenuto in altre occasioni. 

Processo penale

“Saranno necessarie misure per aumentare l'efficienza, soprattutto a livello di grado di appello, dove ancora circa il 25% dei casi è stato dichiarato prescritto nel 2018”, prosegue il documento. “Il Governo - si legge - ha discusso da tempo una riforma necessaria della procedura penale, compresa una revisione del sistema di notifica, un più ampio uso di procedure semplificate, una limitazione alla possibilità di presentare ricorso richiedendo una nuova procura per gli avvocati, l'introduzione di un giudice unico in seconda istanza per la citazione diretta, un più ampio uso di strumenti elettronici per l'archiviazione di documenti e regole semplificate sulle prove”. “Una rapida adozione di queste misure, insieme ad altre per affrontare il gran numero di casi nei tribunali d'appello, potrebbe migliorare l'efficienza della giustizia penale e l'efficacia della lotta contro la corruzione”, si legge nella relazione.

I tempi lunghi della giustizia

“La scarsa efficienza della giustizia penale a livello di appello continua a ostacolare il perseguimento della corruzione”, sottolinea l’esecutivo Ue. I tempi lunghi della giustizia penale continuano “a sollevare preoccupazioni a livello di appello (860 giorni), nonostante una diminuzione di circa il 6% rispetto al 2017-2018”. Ma la Commissione fa luce anche sui “risultati positivi nel contenere la durata del processo” che  “sono stati recentemente registrati dai tribunali di primo grado (382 giorni) e dalla Corte di cassazione (156 giorni) nonostante un contenzioso superiore alla media Ue”.

Corruzione

Per quanto riguarda invece la legge ‘spazzacorrotti’, la Commissione scrive: “All’inizio del 2019, l'Italia ha approvato una nuova legge anticorruzione, che potrebbe contribuire a un ambiente più favorevole alle aziende”. “Dall'altro lato - prosegue sul tema - ha annunciato le revisioni al codice di degli appalti che creano incertezza per la pianificazione degli investimenti”. 

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Politiche del lavoro

Anche il reddito di cittadinanza viene valutato, nel complesso, positivamente. Il sussidio ai disoccupati “ha sostituito il precedente regime di sostegno al reddito per combattere la povertà, ma occorre fare di più per portare le persone al lavoro”. “La mancanza di questi sforzi  - si legge nel documento - influisce sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e sulle ampie tendenze demografiche, in un contesto di bassi tassi di natalità e di riduzione del tasso netto di migrazione”.

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