"L'Ue renda pubbliche le decisioni dei leader europei”, l'appello del garante dei cittadini

La mediatrice comunitaria, Emily O'Reilly, punta il dito contro la “stanza dei bottoni” del Consiglio, dove i capi di Stato e di governo danno il via definitivo a direttive e regolamenti. “Impossibile conoscere le posizioni dei singoli paesi e troppe difficoltà nella ricerca dei documenti, cosi' si favorisce la cultura della 'colpa di Bruxelles'”

European Unioni

Bolkestein, regole sui rifugiati, austerity. In questi giorni di campagna elettorale, sono questi alcuni dei temi su cui puntano il dito i candidati di destra e sinistra. Succede in Italia, come nel resto dell'Europa. Peccato, che dietre le scelte che vengono fatte nella capitale Ue, ci siano le decisioni (in molti casi all'unanimità) del Consiglio, ossia dei singoli Stati membri. Solo che i cittadini non possono conoscere le singole posizioni, visto che documenti e verbali delle riunioni restano rigidamente secretati. E' cosi' la colpa è sempre, genericamente, di Bruxelles.

E' per porre fine a questa cultura, che alimenta anche il populismo e l'euroscetticismo, che la garante dei cittadini europei, Emily O'Reilly, ha chiesto al Consiglio dell'Ue di rendere pubblici i documenti delle riunioni dei leader europei, che spesso sono secretati in tutto o in buona parte. 

O'Reilly contro Draghi

Vertici opachi

O'Reilly critica “l'incapacità del Consiglio di registrare sistematicamente l'identità delle posizioni degli Stati membri durante le discussioni sui progetti di legge e la pratica diffusa di contrassegnare in modo sproporzionato i documenti come non destinati alla circolazione”. Per questo, la garante chiede “di registrare sistematicamente le posizioni degli Stati membri nei gruppi di lavoro del Consiglio e nelle riunioni degli ambasciatori” e “di rendere questi documenti disponibili al pubblico in modo tempestivo”. 

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La cultura della "colpa di Bruxelles"

L'inchiesta della garante ha inoltre dimostrato, a esempio, che per ottenere un quadro completo di tutta la documentazione relativa a un atto legislativo, sono necessarie sei ricerche diverse. Secondo O'Reilly “i rappresentanti del governo nazionale coinvolti nel lavoro legislativo sono legislatori dell'Ue e dovrebbero essere responsabili in quanto tali. Se i cittadini non sanno quali decisioni prendono i loro governi e hanno preso, mentre modellano le leggi dell'Ue, la cultura della 'colpa di Bruxelles' continuerà”. 

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