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Venerdì, 26 Novembre 2021
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L'Ue stanzia 25 milioni per la crisi migranti al confine con la Bielorussia: "Ma no ai muri"

Accordo sui fondi per Polonia, Lettonia e Lituania. L'Oms lancia appello sulle carenze sanitarie e di cibo

L'Ue stanzierà 25 milioni di euro per la gestione della crisi migratoria ai confini con la Bielorussia, ma Bruxelles promette che queste risorse non verranno utilizzate per finanziare muri, come quello che la Polonia ha annunciato di voler costruire per fermare l'avanzata di migranti e richiedenti asilo. 

"I fondi europei stanziati per il controllo dei confini non sono destinati alla costruzione di muri", ha ribadito la Commissione europea nel giorno in cui, in seguito all'accordo tra Parlamento Ue e Stati membri sul bilancio per il 2022, è stata accolta la proposta di Bruxelles di aumentare il Fondo per la gestione integrata delle frontiere e sostenere i Paesi in prima linea, ossia Polonia, Lituania e Lettonia.

Intanto, le tensioni al confine non si placano: nelle ultime ore si sono verificati alcuni scontri a distanza tra i migranti e le forze di polizia polacche. Secondo Varsavia, la Bielorussia avrebbe spinto i migranti a lanciare sassi e altri oggetti, che avrebbero provocato la frattura al cranio di un poliziotto. In risposta, le forze polacche hanno usato cannoni d'acqua e gas lacrimogeni. Nel corso degli scontri, ci sarebbe stato anche il lancio di granate stordenti, ma non è chiaro da parte di chi: Varsavia accusa i migranti, Minsk accusa i poliziotti polacchi. 

Trovare riscontri alle notizie che circolano su social e media locali è cosa complicata, dato che la Bielorussia non brilla per la sua libertà di stampa, mentre la Polonia ha vietato ai giornalisti di recarsi al confine. Quello che sembra certo è che le condizioni sanitarie dei circa 2mila migranti presenti sono sempre più precarie. L'Oms Europa ha lanciato un appello affinché si provveda a fornire sostegno umanitario, dopo che la Cnn ha denunciato in un reportage la mancanza di servizi sanitari e cibo. Tra i migranti presenti, ci sono anche 200 bambini. Secondo quanto riferito dal governo tedesco, Angela Merkel e il presidente bielorusso Alexandr Lukashenko hanno avuto un colloquio telefonico nel corso del quale si sarebbe parlato "in particolare della necessità di fornire aiuti umanitari ai rifugiati e ai migranti" bloccati al confine. 

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