"Trump vuole le truppe Usa fuori dalla Germania". Ma Berlino smentisce (e Varsavia si fa avanti)

La Casa Bianca vorrebbe ridurre il contingente di forze armate sul suolo tedesco e la Polonia si offre di ospitare le truppe per "rafforzare il fianco orientale della Nato"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Resta alta la tensione tra Washington e Berlino con gli Stati Uniti di Donald Trump che potrebbero addirittura ritirare parte delle proprie forze militari dalla Germania in polemica con il governo di Angela Merkel sui contributi dell'Europa alla Nato, ritenuti troppo bassi, sulle posizioni sul nucleare iraniano e sul sostegno tedesco al gasdotto russo Nord Stream 2. Le voci di una possibile ritiro di 9.500 dei quasi 35mila soldati Usa presenti sul territorio è stata per ora smentita dal governo tedesco ma nello stesso tempo vista come un'opportunità dalla Polonia.

Una decisione non concordata

Venerdì scorso il quotidiano statunitense Wall Street Journal ha riferito che l'amministrazione Trump aveva ordinato la riduzione del numero di soldati di stanza nelle basi tedesche. Si tratta solo dell’ultima di una lunga serie di scelte militari della Casa Bianca prese senza interpellare gli alleati. Negli ultimi mesi l’amministrazione americana ha infatti deciso il ritiro improvviso delle truppe statunitensi dalla Siria settentrionale e l’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani. Quest’ultima azione, oltre ad aver creato forti tensioni con Tehran, ha costretto la Nato a sospendere la sua missione di addestramento in Iraq.

La smentita di Berlino

Il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha respinto le indiscrezioni definendole "resoconti dei mezzi di informazione non confermati, su cui il governo tedesco non intende commentare". Seibert ha spiegato che la Germania valuterà il ritiro delle truppe statunitensi dal proprio territorio "soltanto se vi saranno informazioni ufficiali e affidabili" e sulla questione è intervenuta anche il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente dimissionaria dell'Unione cristiano-democratica (Cdu), secondo cui la presenza di militari statunitensi in Germania "serve la sicurezza generale della Nato, compresa la sicurezza degli Stati Uniti". Questa, per AKK è "la base" su cui Germania e Stati Uniti "lavorano insieme".

Le relazioni tra Berlino e Washington

La Germania attualmente ospita il contingente di forze militari Usa più numeroso a livello europeo: 34.674 militari, di cui 20.774 dall'esercito e 12.980 dall'aeronautica militare. Ma la partnership militare tra Washington e Berlino starebbe affrontando un momento difficile. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha recentemente definito “complicate” le relazioni tra le due potenze economiche mondiali. Maas ha comunque evitato di polemizzare sulla scelta della Casa Bianca e ha ringraziato le truppe americane per il lavoro svolto.

Gli screzi con la Merkel 

Un funzionario americano citato dall’agenzia britannica Reuters ha spiegato che il trasferimento delle truppe sarebbe il risultato di mesi di lavoro del principale ufficiale militare americano, il generale Mark Milley, e non avrebbeavuto nulla a che fare con le tensioni tra Trump e Merkel, che ha rispedito al mittente l’invito della Casa Bianca per un G7 negli Usa nelle prossime settimane. 

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La richiesta polacca

E la possibile "fuga" di quasi 10mila soldati Usa è stata vista come un'opportunità dalla Polonia.Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha dichiarato che si augura che le truppe statunitensi rimosse dalla Germania vengano spostate nel suo paese, che al momento può contare sul solo supporto di 5mila soldati americani. “Ciò rafforzerà il fianco orientale della Nato”, ha detto Morawiecki alla radio privata RMF24. “La decisione spetta ora agli Stati Uniti”, ha aggiunto il primo ministro. Il mese scorso - riferisce la testata Euractiv - alcuni funzionari degli Stati Uniti hanno considerato la Polonia come nuova sede dell'arsenale nucleare americano in Europa, dopo che i socialdemocratici tedeschi hanno riaperto il dibattito sulla necessità della Germania di rimanere sotto l’ala protettiva del nucleare americano.

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