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La 'Treccani tedesca' per la parità di genere, i mestieri non più indicati solo col nome maschile

Nella versione online del dizionario Duden 12mila voci saranno da ora declinate anche al femminile in un tentativo di rendere il linguaggio più inclusivo. Ma non tutti sono d'accordo

Il principale dizionario della lingua tedesca, Duden, ha deciso di dire basta all'utilizzo del maschile generico per le professioni e di aggiungere, nella sua versione online, il corrispettivo femminile a ben 12 mila voci, con una scelta che punta a sostenere la parità anche nel linguaggio. Se finora i termini venivano scritti solo al maschile, da adesso si includeranno entrambi i generi.

Doppia voce

Ad esempio non si troverà più semplicemente il termine Arzt per indicare il "dottore", inteso genericamente. Ma ci saranno due voci: una per un dottore maschio (der Arzt) e un'altra per la dottoressa (die Arztin). In futuro, il dizionario non presenterà nemmeno semplicemente la parola 'Mieter', che vuol dire "inquilino" cioè una "persona che vive in un casa in affitto", ma sarà accompagnata dalla parola Mieterin, che in tedesco è una sorta di equivalente di "persona di sesso femminile che vive in una casa in affitto". Il dibattito su se e come rendere il linguaggio più rispettoso dell'uguaglianza tra i sessi va avanti da tempo e in diverse parti del mondo, ma non tutti sono favorevoli a interventi come quello del Duden.

Le critiche

"Il maschile generico fa semplicemente parte della lingua tedesca. Quindi trovo questa ridefinizione piuttosto problematica", ha dichiarato Ewa Trutkowski della Libera Università di Bolzano. Secondo la studiosa il Duden abuserebbe della sua autorità di interpretare e definire la lingua tedesca diffondendo una visione unilaterale della disputa sull'uguaglianza di genere nella lingua tedesca. Ma secondo i redattori di Duden "le forme maschili non sono mai state neutre rispetto al genere" e quindi con questa riforma si sta "semplicemente continuando il lavoro di fornire significati più precisi per le parole". In Germania i giornali di sinistra hanno già iniziato a usare come termine generico la desinenza femminile plurale (-innen) per dimostrare inclusività nei confronti dei membri femminili di una professione.

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