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Domenica, 28 Novembre 2021
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Il Green pass europeo a rischio caos per la terza dose: "Servono regole uguali per tutti"

La Commissione Ue pronta a presentare una revisione del certificato Covid. Sul tavolo una scadenza del vaccino dopo i 9 mesi

Dopo lo scotto dei ritardi nella campagna di vaccinazione, la Commissione Ue lo aveva orgogliosamente promosso come un successo della sua strategia anti-pandemia, uno strumento innovativo che ha permesso agli europei di tornare a viaggiare in sicurezza e con delle regole chiare. Ma adesso, il certificato digitale Covid, da noi più noto come Green pass, rischia di rivoltarsi contro Bruxelles alla vigilia delle vacanze natalizie e delle successive settimane bianche tanto care ai Paesi del Nord Europa. Il problema è che quelle regole comuni e chiare alla base del certificato oggi rischiano di essere già obsolete. E il nodo da sciogliere è la terza dose. 

Lo stato dell'arte

Attualmente, infatti, il regolamento Ue del certificato Covid non prevede una scadenza per i vaccini. In sostanza, chi si vaccina può ottenere il Green pass dopo la seconda dose a tempo indeterminato (ma in realtà le norme prevedono anche la possibilità di rilasciarlo dopo una dose). Come è noto, la comunità scientifica è ormai concorde nel ritenere che l'effetto del vaccino vada a diminuire significativamente dopo alcuni mesi. Alcuni Stati stanno pensando, di conseguenza, di limitare il Green pass per i vaccinati a sei mesi dopo la seconda dose. L'Italia valuta una scadenza di 5 mesi, mentre a Vienna addirittura 4. 

Il rischio caos

Se ogni Paese fa come gli pare, il rischio è che, per esempio, l'Italia non accetti il Green pass di un tedesco vaccinato perché ritiene il suo vaccino scaduto. Lo ha detto chiaramente il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn la data di scadenza delle vaccinazioni e la necessità della terza vaccinazione "non dovrebbero essere diverse in Lussemburgo rispetto a Grecia, Germania o Francia". Preoccupazioni condivise anche da altri colleghi. Ecco perché nelle prossime ore la Commissione europea presenterà una proposta di revisione delle norme sui viaggi e del certificato digitale Covid.

La nuova mappa dell'Ecdc

Da un punto di vista delle regole sui viaggi, la prima novità riguarda la quarantena, che verrà richiesta non più in base al Paese da cui si proviene (ossia se lo Stato è in zona rosso scuro, rossa, gialla o verde), ma in base al possesso del certificato Covid. Inoltre, la mappa della situazione epidemiologica delle regioni sarà redatta dall'Ecdc tenendo conto di un nuovo parametro, ossia il tasso di vaccinazione. Aspetto importante: Bruxelles sembra orientata a non fissare alcuna restrizione particolare ai non vaccinati, lasciando la palla di eventuali misure ad hoc agli Stati. In altre parole, i non vaccinati magari non potranno andare al pub sotto casa, ma potranno comunque andare in quello di un Paese Ue dove tali limitazioni non sono state fissate. 

La scadenza dei vaccini

Per quanto riguarda la scadenza del certificato, la Commissione potrebbe introdurre un limite di 9 mesi per i vaccinati con seconda dose. La valutazione dell'Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, è che il booster non vada dato prima dei 6 mesi. 

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