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Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani con il premier francese Emmanuel Macron

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani con il premier francese Emmanuel Macron

Tajani 'boccia' Conte: "Non è prendendo in ostaggio donne e bambini sulle navi che si risolvono i problemi"

Il presidente del Parlamento europeo non condivide la linea seguita dal governo in questi giorni sulla gestione dei flussi dei migranti nel Mediterraneo: "Manca una strategia complessiva, affronta la questione solo da punto di vista della sicurezza"

"Non è mandando ai partner 250 migranti che si risolvono i problemi. Al governo manca una strategia complessiva, affronta la questione solo da punto di vista della sicurezza. I flussi si bloccano solo con una strategia Ue, non prendendo in ostaggio donne e bambini sulle navi". Se non è una bocciatura, poco ci manca: il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in un'intervista a Repubblica, critica la gestione del governo di Giuseppe Conte della questione migratoria nel Mediterraneo. E lo fa mentre vola in Niger, Paese strategico per la rotta dei migranti verso la Libia e l'Italia.  

Il Niger, dice Tajani, "è un Paese chiave che, grazie a seri investimenti Ue, dal 2016 ha ridotto i passaggi dei migranti da 300mila a 10mila. E' anche per questa ragione che le partenze dalla Libia sono diminuite dell'80% e tutto grazie al lavoro dell'Unione. Un modello da esportare anche in altri paesi africani".

Il Consiglio europeo di fine giugno ha stanziato 500 milioni per Libia e Sahel, ma "servono 6 miliardi subito e poi sarà necessario inserire nel bilancio Ue 2021-2027 altri 40 miliardi per qual piano Marshall che lanci una strategia capace di far crescere tutta l'Africa", evidenzia Tajani. "Nel 2050 il continente avrà 2,5 miliardi di abitanti e se non creiamo un'economia solida ci saranno milioni di persone che non riusciremo a fermare"

La missione in Niger

In Niger, il presidente dell'Eurocamera visiterà anche un centro per i rifugiati gestito dall'Unhcr, oltre ad alcuni siti industriali locali. Nel programma della due giorni nigerina, Tajani avrà bilaterali con il presidente del Niger Mahamadou Issoufou, il presidente dell'Assemblea nazionale nigerina Ousseini Tini, e il premier Brigi Rafini, poi incontri con i presidenti delle assemblee nazionali del G5 Sahel (Niger, Mali, Burkina Faso, Mauritania e Ciad) e il segretario generale della Comunità dei 29 Stati del Sahel e del Sahara (Cen-Sad) Ibrahim Sani Abani.

Della delegazione europea faranno parte rappresentanti di Parlamento, Commissione e Bei, ma anche di Unido, Fao e settore privato europeo tra cui, per l'Italia, Enel, Confagricoltura e Coldiretti, oltre agli esperti del Crea. Si terranno infatti due conferenze su investimenti e trasferimenti tecnologici incentrate su digitalizzazione, agricoltura, gestione delle risorse idriche e rinnovabili per promuovere partenariati e investimenti, oltre all'impiego dei sistemi satellitari europei di Egnos, Galileo e Copernicus per agricoltura, trasporto aereo e controllo delle frontiere.

"L'obiettivo della visita è rafforzare i legami politici, promuovere gli investimenti e il trasferimento tecnologico in Niger", perché, ha avvertito Tajani, "solo attraverso un'azione globale che coinvolga tutti i mezzi e le risorse Ue, in stretta cooperazione con gli attori internazionali e del settore privato, possiamo fornire delle risposte concrete e solide alla povertà, all'immigrazione e alla sicurezza in Africa".

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