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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Ora anche la Svezia vieta i grandi eventi ai non vaccinati

Per partecipare non basteranno test o certificato di guarigione. Il Paese fa dietro front poi sulla decisione di non testare più chi ha avuto le dosi, anche in presenza di sintomi

Anche la Svezia ha deciso di introdurre il passaporto vaccinale. Per il momento il documento sarà utilizzato solo per i grandi eventi ma la svolta, nel Paese famoso per il suo approccio ultra liberale riguardo alle restrizioni legate alla pandemia di coronavirus, è comunque indicativa. Il governo ha anche deciso di fare dietro front su una scelta che aveva fatto particolarmente discutere nella nazione, quella di non testare più le persone vaccinate, anche in presenza di sintomi chiari di Covid-19.

"I passaporti vaccinali sono una misura che riteniamo necessaria", ha dichiarato Karin Tegmar Wisell, direttrice generale dell'agenzia per la salute pubblica, nel presentare la misura, sottolineando il fatto che c'è un aumento dei tassi di infezione anche in altre parti d'Europa. “Non possiamo semplicemente rilassarci e sperare per il meglio”, ha aggiunto. Come riporta The Local la misura, che entrerà in vigore a dicembre, non sarà obbligatoria, ma i teatri, le sale concerti e i locali che organizzano eventi con più di cento persone e che non vorranno richiedere una prova di completa vaccinazione (un test negativo e la guarigione non saranno ammesse), potranno lavorare solo con limitazioni al numero di spettatori ammessi e regole di distanziamento sociale.

"Le restrizioni che altrimenti si applicherebbero a un'attività vengono allentate se l'organizzatore può garantire che i partecipanti siano vaccinati", ha spiegato la ministra della cultura, Amanda Lind. Il governo ha esitato a lungo prima di seguire la strada intrapresa da altre nazioni, anche se anche questa volta lo ha fatto a modo suo. “L'utilizzo dei certificati di vaccinazione è qualcosa che il governo prepara da tempo. Li abbiamo sempre considerati come un 'piano B', ma ora il momento è arrivato", ha detto Lind. Per ora però non si prevede che la possibilità di richiedere il Green pass anche per ristoranti, bar o esercizi simili, come in Italia, Francia e altri Paesi europei, e il certificato resta obbligatorio solo per i viaggi internazionali.

Per quanto riguarda i test il Paese fa dietro front sulla controversa decisione presa a inizio mese di non testare più le persone vaccinate anche in presenza di sintomi. Come sottolineato dalle autorità sanitarie europee e non solo, se è vero che il vaccino offre un buon livello di protezione contro il rischio di morte e di ospedalizzazione, non elimina del tutto la possibilità di contrarre la malattia e di trasmetterla. La decisione "significa che un ritorno a test su larga scala è considerato una misura appropriata", ha affermato l'agenzia per la salute pubblica, secondo cui questo "aumenta la possibilità di rilevare anche piccoli cambiamenti nell'epidemiologia e anche la possibilità di rompere ulteriori catene di infezione il prima possibile". Nella nazione di oltre dieci milioni di abitanti, oltre l'80 per cento della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi.

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