Reti 5G: Ue vara la strategia anti-Huawei, gli Stati potranno escludere le aziende cinesi

Obblighi rafforzati nei confronti dei fornitori e degli operatori per garantire la sicurezza delle reti. Si potrà impedire alle imprese di Paesi terzi di gestire infrastrutture critiche delle telecomunicazioni

Avanti con le reti veloci di telecomunicazione, le cosiddette tecnologie 5G, ma a livello europeo e in maniera sicura. La Commissione europea vara la strategia per la salvaguardia delle infrastrutture tecnologiche e digitali, con un chiaro messaggio a chi pensa di poter procedere da solo esponendo gli altri partner dell’Ue a rischi esterni. Una mossa anti-Huawei, in un pacchetto finisce per diventare anche una risposta all'avvicinamento tra Italia e Cina. Il governo Conte ha sottoscritto un protocollo d’intesa con Pechino che ha suscitato la perplessità dei partner dell’Unione che hanno sollevato dubbi sulle conseguenze che questa collaborazione porta nella sicurezza delle reti. L’accesso ai mercati nazionali di operatori stranieri potrebbe diventare il modo per controllare i flussi di dati e informazioni che circolano sulle grandi reti europee. L’esecutivo comunitario allora corre ai ripari.

Obblighi nazionali

L’esecutivo comunitario esorta gli Stati membri a completare, entro la fine di giugno di quest’anno, una valutazione del rischio nazionale delle infrastrutture di rete 5G. Sulla base di questa valutazione gli Stati dovranno poi aggiornare i requisiti di sicurezza esistenti per i fornitori di rete e includere le condizioni per garantire la sicurezza delle reti pubbliche, “in particolare quando si concedono diritti di usare per la radio frequenze in bande 5G”. È questa la mossa studiata per evitare che soggetti come Huawei possano avere mano libera. Queste misure, a detta di Bruxelles, dovrebbero includere “obblighi rafforzati nei confronti dei fornitori e degli operatori per garantire la sicurezza delle reti”. Le valutazioni e le misure nazionali in materia di rischio dovrebbero prendere in considerazione vari fattori, quali i rischi tecnici e quelli legati al comportamento di fornitori o operatori, “compresi quelli provenienti da Paesi terzi”. Come la Cina, ad esempio.

La protezione delle reti 5g

Previsto che gli Stati membri possano “escludere le imprese dai loro mercati per motivi di sicurezza nazionale”, se non rispettano le norme e il quadro giuridico del Paese. Gli Stati membri dovranno trasmettere la valutazione di rischio nazionale alla Commissione europea e all’Agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa) entro il 15 luglio. “La protezione delle reti 5G mira a proteggere l'infrastruttura che sosterrà funzioni vitali ed economiche vitali, come l'energia, i trasporti, le banche e la salute, nonché le fabbriche molto più automatizzate del futuro”, sottolinea il commissario per l’Economia digitale, Mariya Gabriel, secondo cui salvaguardare le reti 5G “significa anche proteggere i nostri processi democratici, come come elezioni, contro le interferenze e la diffusione della disinformazione”.

Stretta europea

La valutazione dei rischi non è limitata a livello nazionale. Nelle raccomandazioni agli Stati membri la Commissione europea chiede lo scambio di informazioni tra governi con il sostegno dell’esecutivo comunitario e dell’Enisa, al fine di completare “una valutazione coordinata del rischio entro l’1 ottobre 2019”. Su tale base, gli Stati membri concorderanno una serie di misure di attenuazione che può essere utilizzato a livello nazionale. Oltre a misure nazionali l’Ue vuole misure europee uguali per tutti, volte alla soppressione di ‘anelli deboli’ della catena comunitaria che operatori stranieri possano sfruttare per i loro scopi. Nelle raccomandazioni agli Stati membri la Commissione europea esorta a “sviluppare requisiti di sicurezza specifici che potrebbero essere applicati nel contesto degli appalti pubblici relativi alle reti 5G, compresi i requisiti obbligatori per attuare i regimi di certificazione della cibersicurezza”.

Huawei: approccio proporzionato

Huawei, attraverso una dichiarazione del suo rappresentante alle istituzioni europee, Abraham Liu, ha definito quello della Commissione europea un “approccio obiettivo e proporzionato”, affermando di comprendere “le preoccupazioni sulla sicurezza informatica che i regolatori europei hanno”. L'azienda si è detta “fermamente impegnata a continuare a lavorare con tutti i regolatori e i partner per rendere il rollout 5G in Europa un successo”.

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