Sabato, 31 Luglio 2021
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Smentita ancora Pfizer: studio dimostra che ritardare seconda dose aumenta l’immunità

Secondo gli esperti britannici, somministrare l'iniezione a 12 settimane dalla prima rafforza di oltre tre volte la risposta immunitaria nei pazienti. La multinazionale del farmaco sconfessata due volte in una settimana

Due smentite in una settimana. La casa farmaceutica Pfizer - produttrice assieme alla tedesca BioNTech del primo vaccino anti-Covid approvato, in ordine cronologico, dalle autorità sanitarie di Regno Unito, Usa e Ue - ha ribadito fino a pochi giorni fa la necessità di fare la seconda dose a tre settimane dalla prima. Un’indicazione contenuta nella posologia del farmaco ma che, secondo molti studiosi, non comporta una maggiore protezione. Al contrario, a detta degli esperti britannici somministrare la seconda dose 12 settimane dopo la prima rafforza di oltre tre volte la risposta immunitaria nei pazienti. 

I vantaggi della seconda dose in ritardo

La notizia da oltremanica arriva a pochi giorni dall’ok dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, alla somministrazione della seconda dose a 42 giorni dalla prima iniezione. Un orientamento oggi ribadito e, anzi, corretto: la seconda dose può arrivare anche dopo 12 settimane, a 84 giorni dalla prima puntura. È quanto afferma uno studio condotto dall'Università di Birmingham in collaborazione con l'agenzia governativa Public Health England. I ricercatori britannici hanno scoperto che il numero di anticorpi contro il virus è tre volte e mezzo più alto in coloro che hanno ricevuto la seconda dose dopo 12 settimane rispetto a quelli che hanno rispettato l’intervallo di tempo di tre settimane. Un’ottima notizia per il Governo di Londra che - pur in assenza di dati scientifici a sostegno della scelta - aveva arbitrariamente deciso di ritardare la seconda dose favorendo la singola inoculazione a un numero più alto di persone. Un azzardo, oggi avvallato dalla scienza, che - secondo i dati - ha evitato al Regno Unito un’ulteriore ondata di Covid.

Efficacia del vaccino

Chi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino, precisano gli esperti, sarà comunque ben protetto indipendentemente dai tempi della seconda somministrazione, ma la risposta più efficace della seconda dose ‘tardiva’ potrebbe prolungare la protezione dal virus dal momento che i livelli di anticorpi diminuiscono naturalmente nel tempo.

Le parole dell'esperta

La dottoressa Helen Parry, tra gli autori dello studio condotto a Birmingham, ha dichiarato al Guardian: "Abbiamo dimostrato che i picchi di risposta anticorpale dopo la seconda vaccinazione Pfizer sono davvero fortemente aumentati nelle persone anziane quando questa viene ritardata dalle 11 alle 12 settimane” dalla prima iniezione. “C'è una marcata differenza”, tra i tempi di somministrazione consigliati da Pfizer e quelli applicati dalle autorità sanitarie del Regno Unito. Una conferma per Londra, un'ulteriore smentita per Pfizer.

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