Salvini cerca l'alleanza con i socialisti romeni (che sono in rotta con l'Ue)

Il leader della Lega ha scritto al controverso leader del Psd per invitarlo a “collaborare” con la futura alleanza dei sovranisti. Bruxelles ha richiamato il Paese preoccupata per la sua riforma della giustizia

Un'alleanza tra la Lega e un partito socialista sembra una cosa piuttosto improbabilme, ma non se questo partito socialista è quello rumeno a quanto pare. Una lettera "con un messaggio di lode nei confronti del Psd" e di fatto "un invito a collaborare in futuro" con tanto di “complimenti per la Romania e i romeni", sarebbe stato inviato dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, al segretario del Psd Liviu Dragnea. Lo rivelano fonti del partito romeno, che sarebbe stato contattato per unirsi al fronte sovranista dopo le elezioni europee.

Secondo G4Media.ro e Sputnik, che citano fonti ben informate, Salvini ha contattato il Psd con una lettera nei giorni scorsi. Una mossa che fa il paio con le lodi tessute all'ambasciata romena in Italia in occasione del ricevimento per la presidenza di turno europea che proprio questo semestre è stata affidata a Bucarest: nel corso del discorso il vicepremier ha parlato di Paesi amici e fratelli che devono difendere i valori tradizionali.

Le polemiche con Timmermans

Valori che potrebbero essere la base di un'intesa con il Psd, che soffre sempre di più l'ingerenza di Bruxelles nei suoi affari, soprattutto legati alla riforma della giustizia. Fonti ben informate a Bruxelles ritengono che Salvini voglia approfittare dell'allontanamento del Psd dalla famiglia del Pse e della distanza con l'olandese Frans Timmermans, attuale primo vicepresidente dell'esecutivo comunitario e candidato socialista per la presidenza della Commissione, molto critico nei confronti della premier romena Dancila.

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Le critiche di Bruxelles a Bucarest

Lo scontro tra Bruxelles e Bucarest si è inasprito lo scorso novembre quando la Commissione europea aveva criticato il Paese per aver “fatto passi indietro” sulla riforma del sistema giudiziario. “Sono dispiaciuto che la Romania non sia andata soltanto in stallo nel suo processo di riforma, ma ha anche riaperto le questioni dove erano stati fatti progressi negli ultimi 10 anni e ha fatto passi indietro”, aveva detto Timmermans chiedendo al governo di “ritornare sui binari immediatamente nella lotta contro la corruzione e nel garantire l’indipendenza giudiziaria”. Anche il Parlamento di Strasburgo, con una risoluzione appoggiata da Ppe, Socialisti, liberali Alde, Verdi e Sinistra Unitaria aveva espresso “profonda preoccupazione per la nuova formulazione della legislazione giudiziaria romena”.

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La riforma della giustizia contestata

A preoccupare sarebbero i limiti imposti alla procura anticorruzione. Un provvedimento, sostengono i detrattori dell’esecutivo, che non solo favorirebbe l’insabbiamento delle inchieste sulla corruzione ancora dilagante nel Paese, ma avrebbe l'effetto di favorire proprio il leader del partito Socialdemocratico, Liviu Dragnea, già condannato per abuso di ufficio e falso e in passato accusato di aver manipolato i voti in occasione di un referendum.

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