Bruxelles avverte Salvini: “Se non registra i migranti l'Italia rischia sanzioni”

Il ministro dell'Interno ha minacciato di lasciarli andare in altri Paesi senza identificarli. La Commissione: “La conseguenza sarebbe una procedura d'infrazione”

Foto Ansa Ricardo Antimani

Se Matteo Salvini metterà davvero in atto il suo piano di non identificare i migranti che arrivano sulle coste italiane, per lasciarli poi andare in altri paesi europei, dovrà essere pronto a una battaglia con Bruxelles che potrebbe portare anche a sanzioni contro l'Italia. "Una legge europea precisa che ogni nuovo arrivo sul territorio europeo deve essere registrato e le impronte digitali devono essere registrate in Eurodac. Non ci sono eccezioni a questa regola", ha affermato la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, aggiungendo che le conseuenze della violazione di questa regola “sarebbero una procedura di infrazione”, anche se al momento “non siamo a questo stadio".

La minaccia di Salvini

Dopo l'ingresso nelle acque territoriali italiane da parte della Sea Watch3, la cui capitana Carola Rackete ha deciso di violare il blocco a Lampedusa allo scopo di far sbarcare i 42 migranti bloccati sulla nave ormai da oltre due settimane, Salvini è andato su tutte le furie. “L’Ue si fa viva solo quando c’è da batter cassa. Non vorrei ricorrere a non identificare i migranti che sbarcano in Italia così che se ne possano tranquillamente andare in altri Paesi europei”, ha minacciato.

La Commissione chiede solidarietà

Dal canto suo la Commissione, che non ha il potere di obbligare uno stato ad accogliere dei migranti, è in contatto con diversi Paesi per provare a trovare una soluzione per il trasferimento delle persone a bordo della Sea Watch 3, ma questo sarà possibile solo dopo lo sbarco. "La Commissione è strettamente coinvolta nel coordinamento con gli Stati membri per trovare una soluzione per il trasferimento dei migranti a bordo del Sea Watch 3 una volta sbarcati alcuni Stati membri dimostrano la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà”, ha dichiarato il commissario europeo all'immigrazione, Dimitrsi Avramopoulos, precisando però che “una soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcati”. Per questo il commissario chiede all'Italia di raggiungere “una rapida risoluzione” della vicenda.

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Intanto continuano gli sbarchi

In tanto, come ricostruisce il Post, lontano dai proclami sui social media e dalle telecamere e negli stessi giorni in cui la nave Sea Watch 3 restava bloccata al largo di Lampedusa con 42 persone a bordo salvate nel Mediterraneo, circa 312 persone sono sbarcate in Italia con l’aiuto di trafficanti o con piccole imbarcazioni.

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